di mbarbie1970

Telecom Italia Respinge Offerta d’Investimento del magnate egiziano Sawiris


 

Telecom Italia ha rifiutato un’offerta d’investimento di 3 miliardi di euro, circa 3.9 miliardi di dollari, dal magnate egiziano Naguib Sawiris e ci vorrà più tempo per considerare la possibile vendita di una partecipazione nella sua rete telefonica

Telecom Italia Rifiuta Offerta Sawiris

La società fortemente indebitata ha dichiarato ufficialmente che il consiglio aveva deciso “di non procedere oltre” per quanto riguarda una manifestazione di interesse di Sawiris, che aveva proposto di investire capitali per progettare una svolta strategica. Dopo otto ore di riunione del consiglio di amministrazione del gruppo, è stato deciso di approfondire una possibile vendita di una quota nella sua rete in rame allo stato attraverso il fondo Cassa Depositi e Prestiti (CDP). Il più grande ostacolo a un accordo con il CDP sembra essere la valutazione della rete e la governance della nuova società da istituire per gestire l’infrastruttura, hanno dichiarato gli addetti ai lavori. La società ha anche dichiarato di voler continuare i negoziati con i due offerenti anche sull’unità televisiva di Telecom Italia Media per cercare di estrapolare un prezzo migliore.

Nella sua dichiarazione, Telecom Italia non ha menzionato alcuna decisione in merito a una possibile espansione in Brasile , una delle principali fonti di crescita negli ultimi anni. La società aveva guardato a un possibile acquisto sulla banda larga GVT della francese Vivendi. Sawiris era disposto a pagare un prezzo di mercato, circa 0,70 euro per azione, come parte di un aumento di capitale per Telecom Italia per pagare il debito e coprire l’offerta per GVT. Le azioni di Telecom Italia sono scese dell’1,74% a 0,7065 euro prima dell’annuncio, determinando la flessione di un mercato già fiacco, dando alla società una capitalizzazione di mercato di circa 13,5 miliardi di euro. Lo stock è sceso dal 70% della concorrente spagnola Telefonica e dai gruppi finanziari italiani Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Generali, che insieme hanno acquistato una quota di controllo del 22,4% in Telecom Italia nella primavera del 2007.

Naguib Sawiris Offerta Telecom

Dopo mesi di contattazioni tra Telecom Italia e CDP, sulla decisione del consiglio riguardante la rete fissa, fu stabilito un valore di 15 miliardi di euro, che ha segnato l’inizio dei negoziati formali per una possibile compravendita della partecipazione . Il Presidente Franco Bernabè aveva dichiarato in precedenza che la decisione, se andare avanti con uno smantellamento della rete in una nuova società, sarebbe stata presa entro la fine dell’anno. “I negoziati sono seri, andiamo a vedere dove ci porteranno”. Ha dichiarato una fonte vicina al consiglio. Il governo italiano è pronto per Telecom Italia a vendere alla CDP una quota del 30% della rete in rame che collega le abitazioni e le imprese alla rete telefonica e a Internet. Ciò farebbe raccogliere denaro che potrebbe essere utilizzato per investire in una banda larga più veloce in fibra tanto necessaria alle imprese italiane. L’Europa, la quarta più grande economia, è da tempo in ritardo per quanto riguarda Internet e le sue reti “scricchiolanti” che arrestano la crescita e lo sviluppo del banking e del commercio online.

La vendita di una quota azionaria della rete potrebbe anche accelerare un taglio al debito del gruppo, compresa la necessità di pagare dividendi ai suoi azionisti di controllo e di tenere sotto stretta osservazione i suoi 2,95 miliardi di euro di debito. Telecom Italia ha lottato per investire nella sua rete domestica oltre che espandersi nei mercati in crescita come quello dell’America Latina. L’operatore francese Vivendi ha messo la sua unità brasiliana GVT in vendita. Telecom Italia, che già possiede la sua unità mobile di successo, TIM Participacoes in Brasile, non ha presentato un’offerta, in quanto il prezzo è stato definito troppo alto. Telecom Italia ha pianificato la riduzione del suo debito tagliando alcune priorità dalla fine del 2008, con l’obbiettivo di ridurre il debito netto di oltre 4 miliardi di euro.

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