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Telefonino al mare: ecco cosa fare se ti cade in acqua

Telefonini ovunque, anche al mare. Non si può più farne a meno. Selfie, messaggi di whatsapp, audio passeggiando avanti e indietro lungo la riva, foto per storie da caricare su Instagram. L’incubo però è dietro l’angolo: una spinta, una distrazione, un imprevisto e il telefono finisce nell’acqua. Che sia mare o piscina importa poco. Bisogna salvarlo. Cosa fare? Mettete da parte il panico, lo smartphone si può recuperare. Ecco alcuni accorgimenti per asciugare il telefonino dopo un «bagnetto» indesiderato.

La cosa più semplice da fare è spegnere lo smartphone. Pochi secondi potrebbero fare la differenza in questo caso. Se già è spento è bene non cadere nel primo errore: provare a riaccenderlo per testare il suo funzionamento. Difatti la sola pressione sui tasti potrebbe far spostare il liquido all’interno dei circuiti. Sembra banale, ma è di vitale importanza per il telefonino. Passiamo al secondo passo. È opportuno rimuovere la scheda. Togliere la custodia o cover, la scheda SD e la Sim. Si tratta di parti che possono essere asciugate separatamente. Ciò faciliterà l’asciugatura del cellulare. Alcuni telefonini, come ad esempio l’iPhone, non hanno la batteria rimovibile, il che è un handicap non di poco conto in questi casi. Ad ogni modo non fatevi tentare da idee sciocche come mettere il telefono in un forno o in un microonde. Bisogna aspirare il liquido. Un’aspirapolvere piccola sarebbe l’ideale. Proprio perché occorre asciugare con cura ogni parte del cellulare: zona caricabatterie, auricolare, microfono … insomma tutti i punti «vuoti» del telefono. Ci si può aiutare con una cannuccia per espellere l’acqua in eccesso. Altrettanto d’aiuto può essere un panno di cotone o un fazzoletto di carta per le parti esterne. Evitare il phon, proprio per quel discorso di calore di cui si è parlato in precedenza.

Il trucco vero è proprio per l’asciugatura è il riso. Solo perché il telefono è asciutto all’esterno, non vuol dire che lo sia anche all’interno. Per completare l’operazione è opportuno riempire una ciotola con del riso e immergervi il telefono. Il riso “intrappola” l’umidità, assicurando che il dispositivo sia completamente asciutto dentro e fuori. Se non avete riso in casa, potete utilizzare in alternativa le bustine in gel di silice (i piccoli pacchettini che si trovano, ad esempio, nelle scatole delle scarpe o nelle borse). Fatto questo non vi resta che attendere almeno 24 ore. Potrebbe volerci anche di più. Non scoraggiatevi! Provate dunque a riaccendere il telefono. Dovrebbe funzionare come prima. Qualora non fosse così vi resta l’ultima carta: l’assistenza del negozio dove avete acquistato il telefonino. Certamente gli operatori sapranno come aiutarvi. E se siete fortunati – qualora fosse ancora valida – potrete usufruire della garanzia del vostro smartphone. 

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. È nata a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva ormai da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 le viene conferito il riconoscimento di "Laureato Eccellente Sapienza" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly" e "SuccedeOggi" e riviste letterarie come "Carte Allineate", "Fillide" ed "Euterpe". Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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