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Terremoto oggi Isole Eolie: 5 scosse nella notte, magnitudo fino a 2.9

Cinque scosse di terremoto si sono verificate nella notte in mare nei pressi delle Isole Eolie. La sequenza sismica, rilevata dai sismografi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), è iniziata alla 1.15 con una scossa di magnitudo 2.9 verificatasi nel fondale marino tra le isole di Alicudi e Filicudi. Gli eventi sismici sono poi proseguiti tutta la notte con altre scosse all’1:49, alle 2:26, alle 3:20 e alle 4:20. Il terremoto è stato distintamente avvertito dalla popolazione ma non hanno provocato danni a persone o cose.

Terremoto alle Isole Eolie, 3 marzo 2018. Nella notte di sabato 3 marzo 2018 e fino all’alba si è quindi verificata una breve sequenza sismica alle Isole Eolie con 5 scosse superiori a magnitudo 2 gradi della scala Richter. Non si sono verificate scosse di magnitudo inferiore e la localizzazione degli epicentri individua la sequenza nel tratto di fondale marino tra le isole di Alicudi e Filicudi, con minime variazioni di latitudine e longitudine. Le scosse più forti alla 1:15 e alla 1:49, entrambe di 2.9 gradi della Scala Richter. Poi sono seguite altre tre scosse, una di magnitudo 2.4 alle 2:26, un’altra di magnitudo 2.6 alle 3:20 e infine l’ultima di magnitudo 2.3 alle 4:20.

Isole Eolie, una zona ad intensa attività sismica: la storia sismica. La zona delle Isole Eolie, che non a caso è classificata dall’INGV come distretto sismico a se stante, ha una lunga storia di scosse sismiche anche di elevata intensità. Nella serie storica dal 1985 ad oggi risultano alcune decine di scosse tra magnitudo 4 e 5 della scala Richter. Ma nel XX secolo sono almeno due i terremoti che si ricordano come “devastanti” per l’arcipelago delle Eolie. Il primo è quello del 17 agosto 1926 con epicentro localizzato nell’Isola di Salina, mentre il secondo è quello del 26 marzo 1930, quando intorno alle 11,30 il sisma colpì l’isola di Filicudi. Questo evento fu particolarmente intenso e provocò numerosi crolli di abitazioni ed edifici rurali, arrivando ad essere classificato al 10° grado della scala Mercalli. Ci furono almeno 5 vittime e numerosi feriti, mentre la popolazione risultò pressoché totalmente sfollata dalle proprie abitazioni. I primi soccorsi arrivarono per mezzo della Marina Militare ma il cacciatorpediniere “Sirtori”, a causa delle pessime condizioni del mare, riuscì a sbarcare soccorsi ed autorità solo la mattina del 27 marzo 1930.

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Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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