di Sabina Schiavon in , ,

“The Startup”, il film che divide il mondo dell’innovazione: perché nessuno parla mai di fallimento?


 

L’Italia, il digitale e le startup: è in questo contesto che nasce “The Startup”, film che racconta la storia di Egomnia. Ma perché la pellicola è così tanto discussa all’interno del panorama dell’innovazione?

E’ uscito nelle sale il 6 aprile “The Startup”, film che racconta le vicende di Egomnia e del suo fondatore, Matteo Achilli. Nato nella periferia di Roma nel 1992, Achilli – nel corso dell’ultimo anno del liceo – crea un algoritmo in grado di dare un punteggio a candidati in cerca di lavoro sulla base delle esperienze presenti nel CV. E’ così che nel 2012 arriva in rete Egomnia, nuovo social network sulla scia di Facebook e di Linkedin: nonostante l’idea possa essere buona, il progetto non decolla. Dopo anni di apparizioni su media nazionali ed internazionali, ora Egomnia diventa “The Startup”: un film per la regia di Alessandro D’Alatri ma anche un libro edito da Rizzoli. Il panorama italiano dell’innovazione, però, non ci sta.

Il film “The Startup” così come la stessa Egomnia e, allo stesso modo, il suo fondatore Matteo Achilli sono ora nel mirino di altri startupper ma anche di quella fetta di stampa che non ama infiocchettare troppo le storie. Quella di Egomnia, infatti, non è altro che una storia comune a tante altre startup italiane: l’idea alla base è buona ma l’impresa è lungi da diventare un “unicorno”. Sino a questo punto non ci sarebbe nulla di strano se non fosse che il suo fondatore – soprattutto dopo essere stato definito dalla Bbc uno dei nuovi Mark Zuckerberg ed essere stato inserito nel documentario “The next bilionaires” – avrebbe tentato una strategia di marketing poco apprezzata dai colleghi startupper: gonfiare o millantare i risultati ottenuti non è mai una buona scelta, nemmeno se quelli rappresentano i propri sogni.

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Ma il vero problema è davvero non raggiungere il successo sperato? Ovviamente no: il vero ostacolo italiano è quello di non concepire l’insuccesso o il fallimento. Non è raro vedere startup che non decollano, piattaforme inizialmente interessanti ma non così innovative o necessarie da poter diventare “unicorni”. Non è da biasimare chi vede nei risultati gonfiati un modo per distruggere l’intero panorama delle startup italiane, spesso fatte di giovani che lavorano duramente per raggiungere un sogno e obiettivi imprenditoriali che non si avverano, almeno al primo tentativo. Così come la campagna mediatica dietro Egomnia, anche il film “The Startup” non aiuta un panorama imprenditoriale che non accetta le cadute. E se ai giovani imprenditori fosse meglio raccontare che non tutti possono farcela?

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