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Tony Cairoli Formula 1: 20 giri al volante di una Toro Rosso sul circuito del Red Bull Ring

Tony Cairoli e la passione per le quattro ruote. Un legame che parte da lontano, con il 9 volte campione del mondo di motocross che spesso lascia il manubrio della sua KTM per cimentarsi nei rally, in particolare nel Monza Rally Show che ormai è diventato un appuntamento fisso per il centauro siciliano. Questa volta però Cairoli ha provato qualcosa di nuovo, testando le ruote scoperte e tutta l’adrenalina che ne deriva, mettendosi alla guida di una vettura di Formula 1. Ad ospitarlo, la Toro Rosso. Questa giornata speciale è stato un regalo che Tony ha ricevuto da Red Bull lo scorso settembre, per celebrare la conquista del suo nono titolo mondiale sulla pista di Assen.

Antonio Cairoli, Mark Webber Formula 1

Il debutto di Antonio su una monoposto è avvenuto alcuni giorni fa al Red Bull Ring (Austria), effettuando prima qualche giro di pista al volante di una Formula Renalut 3.5 per prendere confidenza con il tracciato, per poi salire su una vettura della Scuderia Toro Rosso. In totale ha percorso 20 giri della pista che il 01 luglio ospiterà poi la gara del Mondiale di Formula 1, facendo segnare anche dei buoni intermedi. Durante i test effettuati, Tony è stato supportato da un maestro d’eccezione, il pilota Mark Alan Webber, che ha dispensato al campione siciliano, consigli preziosi soprattutto relativi a marcia, andamento e percorrenza in curva.

Antonio Cairoli, Mark Webber Formula 1

“Ringrazio Red Bull per questa opportunità fantastica”, ha affermato Tony Cairoli a fine test, “Sono in pochi a poterlo fare ed io sono contento che ci sia stata la possibilità. Le cose che mi hanno impressionato maggiormente sono state: la grande tecnologia del mezzo, l’accelerazione, la potenza e la frenata senza limite. Ho provato un’adrenalina incredibile anche se credo di dover fare ancora bene l’occhio alla pista e a un modo di guidare totalmente diverso dal motocross e dal rally a cui sono abituato. La difficoltà maggiore per me”, conclude Tony, “è stato proprio passare dall’estrema sensazione di libertà che provo con la moto, alla poca mobilità dell’abitacolo in cui sei legato perché è estremamente importante essere stabili.”

Photo credit Philip Platzer/Red Bull Content Pool

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