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Trattativa Lega – M5S riforma del Lavoro 2018: Salvini – Di Maio, così si supererà il Jobs Act (GUIDA COMPLETA)

La trattativa Lega – Movimento 5 Stelle fa rilassare il 49% degli italiani, ovvero gli elettori del Carroccio e del partito pentastellato. Dopo il via libera di Silvio Berlusconi, potrebbe cambiare tutto in Italia con un esecutivo giallo-verde. A proposito di riforma del lavoro 2018, l’obiettivo in campagna elettorale di Matteo Salvini e Luigi Di Maio e delle rispettive squadre è stato quello di superare il Jobs Act, ovvero la riforma del lavoro apportata negli ultimi anni da Matteo Renzi e il Partito Democratico. Ma come cambiare il sistema italiano con un Governo 2018 targato Lega – Movimento 5 Stelle? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

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Riforma del Lavoro 2018: investimenti produttivi e salario minimo orario

Anzitutto investimenti produttivi per la Riforma del Lavoro 2018. Tridico, del resto, indica come “gli investimenti produttivi dello Stato nei settori a più alto ritorno occupazionale, senza i quali il reddito di cittadinanza sarebbe una misura monca, poiché non potrebbe offrire ai beneficiari il lavoro di qualità che abbiamo in mente”. “L’idea – prosegue Tridico – è di destinare almeno il 34% di questi investimenti nel Sud Italia, che ha urgente bisogno di uscire dal sottosviluppo e dal sotto-investimento a cui lo hanno condannato le politiche economiche degli ultimi decenni e l’assenza di una strategia industriale e di sviluppo”. Tra le priorità indicate dal Movimento 5 Stelle anche “il salario minimo orario” che ha il compito di salvaguardare quelle categorie di lavoratori non coperte da contrattazione nazionale collettiva. L’obiettivo è di sradicare sfruttamento e precarietà, che negli ultimi anni sono cresciuti enormemente, e dare anche un impulso alla domanda interna.

Riforma del Lavoro 2018: patto di produttività e robotizzazione

Tra le misure per il lavoro targate M5S vi è anche un Patto di Produttività programmato tra lavoratori, governo e imprese, “al fine di rilanciare salari, produttività e investimenti, soprattutto in quei settori in cui decideremo di intervenire selettivamente con la riduzione del cuneo fiscale”. “Dobbiamo impedire – spiega Tridico che il minor costo del lavoro porti le imprese ad ignorare gli investimenti ‘capital intensive’ in settori ad alto contenuto tecnologico, come accaduto in questi anni tramite i circa 23 miliardi di sgravi fiscali sulle nuove assunzioni regalati dal Jobs Act”. Infine, tra le misure M5S, compare il tema di più lungo periodo della robotizzazione, “una sfida che – secondo Tridico – non va lasciata alla schizofrenia del mercato, ma gestita politicamente. Il primo passo in questo senso sarà la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, in modo da aumentare l’occupazione e di incentivare la riorganizzazione produttiva delle imprese”.

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