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Trattativa Lega – M5S riforma scuola 2018: le idee di Di Maio e Salvini, cosa cambierà in Italia? (GUIDA COMPLETA)

Trattativa Lega – Movimento 5 Stelle, sono ore decisive per la formazione del Governo 2018 e tra i temi importanti da analizzare, nel corso delle riunioni tra Salvini e Di Maio e le rispettive squadre, sarà certamente la riforma scuola 2018. Il sistema scolastico sia per il Leader del Carroccio che per il capo politico del Movimento 5 Stelle va assolutamente rivisto dopo i “danni provocati dalla Legge 107 del Partito Democratico, la Buona Scuola”. Di seguito, riportiamo i programmi presentati da Lega e Movimento 5 Stelle nel corso dell’ultima campagna elettorale che, evidentemente, ha interessato particolarmente i cittadini italiani che hanno scelto questi due partiti rispettivamente per il 17 e 32%. Andiamo ad analizzare qual è la possibile Riforma Scuola 2018 con una trattativa Lega – M5S per il Governo 2018. 

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Riforma Scuola 2018 Lega

La Lega, attraverso il suo responsabile federale all’Istruzione, Mario Pittoni, in campagna elettorale ha dettagliato la riforma possibile: unificazione di cinque anni di primarie e tre anni di medie inferiori in un unico ciclo. Per queste otto stagioni di studio sarà introdotto il cosiddetto “maestro e professore prevalente”. Il professore prevalente, uno soltanto, si occuperà delle materie principali (italiano, storia, geografia, scienze) e seguirà la classe per tutta la durata degli studi. Sarà affiancato dagli insegnanti delle materie specifiche (matematica, lingue, discipline sportive, discipline artistiche, musica).

Rientro docenti al sud

La seconda proposta forte della Lega per quanto concerne la Riforma Scuola 2018 è quella di attivare tutti gli strumenti a disposizione per riavvicinare i docenti al loro territorio. “Continuità didattica” e “continuità affettiva” devono avere la stessa valenza, dice Salvini. Si lavorerà al superamento dell’attuale sistema di reclutamento. Il principio da cui si parte è che gli stipendi degli insegnanti italiani – 1.250 euro netti il mese, considerando quello d’ingresso – non sono adeguati per gestire affitti e trasferte lontane. Inoltre, la Lega vuole tornare ai concorsi su base regionale (non più nazionale): “Il candidato orienterà la scelta sulla regione dove concorrere, lo farà sulla base del proprio grado di preparazione in rapporto alla qualità media degli altri iscritti e dei posti disponibili”.

Reintegro docenti Magistrale

La Lega vuole togliere dall’istruzione italiana la chiamata dei docenti da parte dei dirigenti scolastici, che, seguendo la Buona scuola renziana, possono scegliere gli insegnanti di cui ha bisogno l’istituto all’interno di un bacino predefinito (la convocazione è impropriamente detta “chiamata diretta”). Introdotta con la Legge 107, la chiamata dei presidi è stata sempre contestata da un blocco importante di docenti. Per le maestre diplomate che rischiano di non poter più insegnare dopo una sentenza sfavorevole del Consiglio di Stato, la Lega individua la soluzione in una modifica legislativa che estenda anche a queste il principio della “graduazione”, oggi previsto solo per la scuola secondaria.

Riforma Scuola 2018, il programma del Movimento 5 Stelle per gli insegnanti

Qualora il Movimento 5 Stelle dovesse arrivare a tutti gli effetti al Governo per il quinquennio 2018 – 2013 vorrà apportare diverse modifiche per quanto concerne il mondo della scuola e, nello specifico, gli insegnanti. Quali sono i punti cardine che lo scorso 28 febbraio l’aspirante ministro dell’Istruzione, Salvatore Giuliano, ha indicato in conferenza? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

  • abrogare la chiamata diretta ed eliminare gli ambiti introdotti dalla Legge n.107 del 2015, c.d. “Buona Scuola”;
  • monitorare il percorso di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente (FIT), per un’eventuale riduzione da tre a due anni (uno formativo e uno dedicato all’esperienza sul campo) ed eventuali revisioni dei requisiti di accesso;
    censire i precari ancora presenti nelle varie graduatorie, soprattutto nelle classi di concorso in esubero (diritto, storia dell’arte, musica…), ai fini di attuare un programma di assunzione il più possibile rispondente al fabbisogno delle scuole;
  • incentrare la formazione iniziale dei docenti sugli aspetti didattici e metodologici della professione, sull’utilizzo delle nuove tecnologie e sulle importanti sfide a cui saranno chiamati i cittadini di domani e per cui saranno fondamentali l’educazione civica, ambientale, alimentare e l’educazione alle emozioni, all’affettività, alla parità di genere e alla sessualità consapevole.
  • ripristinare l’inserimento dei docenti idonei ai concorsi nelle graduatorie di merito;
  • Il piano di assunzioni straordinario della L.107 su base nazionale e gestito da un algoritmo fallato e fallace ha creato gravi distorsioni nella distribuzione nazionale dei docenti, creando un esodo forzato di docenti perlopiù dal Sud al Nord, per la maggior parte delle volte ingiustificato. Bisogna prevedere, dopo aver analizzato i dati, un piano per eliminare le suddette distorsioni, in considerazione delle reali necessità delle scuole anche alla luce dei provvedimenti previsti nel presente programma in merito agli organici.

Personale Ata

Il Movimento 5 Stelle, qualora dovesse arrivare al Governo 2018,  propone l’internalizzazione dei servizi del Personale Ata, ponendo fine allo sfruttamento dei lavoratori e allo spreco di denaro, inserendo nelle graduatorie provinciali tutti coloro che hanno svolto almeno 3 anni di servizio nel ruolo ATA, e procedendo al relativo scorrimento per la copertura dei circa 12 mila posti previsti.

In tal modo sarà possibile:

  • ripristinare i 2020 posti ATA tagliati in legge di Stabilità 2015;
  • ripristinare le supplenze brevi;
  • sbloccare i posti ATA accantonati, al fine di internalizzare i servizi di pulizia, con una pubblica selezione (scorrimento graduatorie provinciali) che copra i circa 12 mila posti.

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