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Trento, jumper si lancia dal Becco dell’Aquila: paracadute non si apre e finisce in tragedia

Tragedia a Trento: un base jumper austriaco di 40 anni oggi 1° aprile è morto dopo essersi lanciato dal Becco dell’Aquila sul Monte Brento, nei pressi di Dro, in Trentino. Secondo le prime informazioni trapelate, a causare la tragedia sarebbe stata un guanto nel funzionamento del paracadute; la mancata apertura del paracadute sarebbe stata dunque la causa dello schianto contro le rocce sottostanti.

A dare l’allarme una cordata di alpinisti che stava scalando la parete delle Placche Zebrate quando si è consumato il dramma. Sul posto sono giunti operatori del soccorso alpino e i carabinieri della Compagnia di Riva del Garda che hanno prestato i primi soccorsi all’uomo, che al loro arrivo era già morto. Gli alpinisti testimoni dello schianto stavano scalando la parete delle Placche Zebrate. A niente è valso il loro tempestivo intervento. Quello occorso in Trenino non è l’unico della giornata odierna: un altro, per fortuna meno grave, si è verificato nell’aviosuperficie di Molinella, nel Bolognese, dove una paracadutista di 35 anni è rimasta ferita nella fase di atterraggio dopo il lancio.

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18enne bosco lecco

Subito soccorsa dall’elicottero del 118 e trasportata all’ospedale Maggiore, non sarebbe in gravi condizioni. Da una prima ricostruzione si è appreso che la donna aveva fatto un lancio corretto ma, poco prima di toccare terra, ha probabilmente appoggiato male una gamba, riportando una probabile frattura. I soccorsi sono stati molto tempestivi e fortunatamente l’incidente non è finito in tragedia.

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