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Treviso, padre perde patria potestà: obbligava figlio 14enne a doparsi

E’ stato condannato a 2 anni di reclusione con patteggiamento, e privato, insieme a sua moglie, della patria potestà un uomo di Treviso che costringeva suo figlio 14 enne campione di nuoto ad assumere sostanze dopanti, al fine di migliorare le sue prestazioni. Aveva un chiodo fisso, voleva trasformare il suo ragazzo nell’atleta numero 1 per eccellenza, a tutti i costi.Doping

Lo assillava con atteggiamenti autoritari e pressanti, esasperandolo affinché facesse uso di integratori per essere sempre al ‘top’.  Usava parole dure con lui quando i suoi risultati in piscina erano deludenti, e le vessazioni verbali a cui lo sottoponeva sono state considerate dal giudice alla stregua di veri e propri maltrattamenti.

A denunciare il comportamento dell’uomo era stata sua moglie, dalla quale l’uomo si sta separando legalmente; tuttavia il giudice ha reputato che nemmeno la donna, madre del quattordicenne, sia in grado di assurgere al ruolo genitoriale, decidendo infine di togliere a entrambi i genitori la patria potestà dell’adolescente che ora è stato affidato ai servizi sociali. La sentenza civile è stata emessa ieri 27 febbraio e ha messo la parola fine ad una vicenda dal doppio, triste, epilogo.

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