di Michele Iacovone in , ,

Tumore alla prostata: sintomi e cura, ‘aspirinetta’ riduce i rischi del 40%


 

Cos’è il Tumore alla prostata? Come si manifesta e quali sono i suoi sintomi? Ecco tutte le informazioni utili e i campanelli d’allarme da non trascurare

Tumore alla prostata sintomi cura e fattori di rischio

Tumore alla prostata: sintomi e cura

La prostata è una ghiandola presente solo nell’uomo e localizzata davanti al retto. La sua funzione principale è la produzione di una parte del liquido seminale. Quando le sue dimensioni risultano nella norma, sono molto simili a quelli di una noce. Con l’avanzare dell’età, però, può andare incontro a ingrossamento, in alcuni casi questo aumento di dimensione può essere legato ad alcune patologie. Il tumore alla prostata, ad esempio, origina nelle cellule presenti nella ghiandola, le quali cominciano a crescere in maniera incontrollata. Durante le prime fasi, il tumore alla prostata non presenta sintomi evidenti, infatti, solitamente viene diagnosticato tramite la visita urologica, la quale viene eseguita tramite l’esplorazione rettale, prelievo di sangue e controllo del PSA. Nel momento in cui il tumore diventa abbastanza grande, cominciano a evidenziarsi determinati sintomi, tra i quali troviamo: difficoltà e dolore durante la minzione, sangue nello sperma o nelle urine, sensazione di non riuscire a urinare in modo completo e bisogno di urinare spesso.

Tumore alla prostata: soggetti a rischio e tipologie di tumore

Tra i principali fattori di rischio legati al tumore della prostata, vi è l’avanzamento dell’età. Prima dei 40 anni, infatti, sono molto basse le possibilità di contrarre la malattia. Dopo i 50 anni, invece, il rischio aumenta: mediamente, 2 diagnosi di tumore alla prostata su tre appartengono ad anziani sopra i 65 anni. Secondo i recenti studi, gli esperti hanno constatato come almeno il 70 percento degli uomini sopra gli 80 anni sviluppi questa patologia. Altri fattori di rischio sono la familiarità, gli alti livelli di ormoni quali il testosterone, mancanza di esercizio fisico, obesità, il consumo di cibi ricchi di grassi saturi. Il tumore della prostata si suddivide in base al grado o aggressività e allo stadio di avanzamento. Inoltre, ne esistono diversi tipi, anche se il più comune è l’Adenocarcinoma: sono possibili infatti Sarcomi, carcinomi a piccole cellule e carcinomi a cellule di transizione. Le patologie benigne, comunque, sono molto comuni.

Tumore alla prostata: come si cura, l’aspirinetta riduce i rischi del 40%

Per poter cominciare una cura, i medici suddividono le diverse possibilità in base ad alcuni fattori: età, stadio d’avanzamento, aspettativa di vita e molte altre. Di norma, comunque, tutto l’iter che riguarda il processo di cura del paziente, viene deciso in base alla situazione nella sua globalità. Tra le cure in uso ci sono radioterapia, ormonoterapia, chemioterapia, chirurgia radicale – prostatectomia – e, ancora in via di valutazione, la crioterapia e i vaccini da immunoterapia. Di recente, infine, i ricercatori hanno evidenziato come il farmaco per curare problemi di natura cardiovascolare, la cosiddetta ‘aspirinetta’, riduca del 40 per cento i rischi di tumore alla prostata se viene utilizzato per un periodo di almeno 5 anni. Lo studio è stato condotto su 13453 soggetti con problemi cardiovascolari e, come afferma il presidente nazionale SIMG, Claudio Cricelli: “Uno studio davvero importante perché prende in considerazione un medicinale molto utilizzato e malattie oncologiche particolarmente diffuse. Quella alla prostata è, infatti, la neoplasia più frequente tra i maschi italiani e grazie all’effetto protettivo dell’aspirina potremmo dimezzare il rischio di nuovi casi. Secondo i dati della ricerca la protezione sale addirittura al 60 per cento se l’aspirina viene presa regolarmente per cinque anni. Nel carcinoma del colon-retto invece la diminuzione del rischio ammonta al 30 per cento“.

* Il contenuto riportato è di carattere orientativo a fini informativi: non sostituisce diagnosi e trattamenti medici. Non deve essere utilizzato per prendere decisioni in merito ad assunzione o sospensione di terapie farmacologiche e non può sostituire il parere di un professionista afferente a qualsiasi disciplina medico scientifica autorizzata.

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