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Uccisa a Pesaro, accadeva a casa di Sabrina Malipiero: sconcertante indiscrezione

Sabrina Malipiero uccisa in casa a Pesaro: novità che hanno dell’incredibile in merito alle indagini sul delitto della commessa 53enne, separata e madre di due figli grandi, aggredita e accoltellata a morte all’interno della sua abitazione. Il presunto responsabile del massacro sarebbe il 38enne marocchino Zakaria Safri, suo amico e al quale la vittima aveva aperto la porta di casa. L’uomo ha inizialmente confessato il delitto, ammettendo di avere agito sotto effetto della cocaina, per poi ritrattare la sua ammissione di colpa durante l’interrogatorio per la convalida del fermo. L’esito dell’esame autoptico sul cadavere avrebbe confermato che prima di essere uccisa con una ventina di coltellate (quella fatale al collo), la signora Sabrina sarebbe stata brutalmente picchiata. Aveva infatti il naso rotto ed è stata colpita più volte in viso con dei pugni e forse anche con un oggetto contundente non ancora identificato. E in queste ore emergono inquietanti indiscrezioni circa il movente dell’omicidio, che sarebbe di natura economica.

Secondo quanto riferito dai parenti della vittima agi inquirenti, infatti, Safri doveva dei soldi alla donna. Circa 1.600 euro.  Non si esclude che il presunto debito sia legato alle sostanza stupefacenti. Alla luce delle indiscrezioni giornalistiche che circolano in queste ore, infatti, pare che la droga fosse già presente nella casa della donna quando il marocchino vi ha fatto ingresso.

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E, stando a quanto scrive Il Resto del Carlino, confermando dunque l’ipotesi che circola da ieri, “in casa della vittima c’era un via vai di consumatori di cocaina e Zakaria Safri era tra coloro che, stando a delle testimonianze, doveva pagare debiti almeno per 1.600 euro”. L’uomo accusato del delitto e in carcere, ha origine marocchina ma vive in Italia da 20 anni. E’ noto per essere anche un soggetto violento e tossicodipendente ed in passato sarebbe stato ricoverato in psichiatria. Nega di averla uccisa ma tutti gli indizi portano a lui, in primis i tabulati telefonici: vittima e presunto carnefice si frequentavano. Le indagini vanno avanti a tutto campo.

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