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Udine Rosetta sgozzata e data alle fiamme: chi la intimidiva da anni? “Era ossessionata dal malocchio”

Udine Rosetta sgozzata e data alle fiamme in casa: le ultime notizie sul delitto della 72enne trovata carbonizzata all’interno della sua abitazione a Beivars, piccola frazione di Udine, definiscono meglio i contorni di questa terribile vicenda. Maria Rosetta Quaiattini è stata sgozzata tra le 19 e le 21 di sera di giovedì 25 gennaio 2018, il particolare emerge dopo le prime ispezioni cadaveriche effettuate dal medico legale. L’incendio appiccato in casa certamente doloso, il killer avrebbe infatti cercato in ogni modo di cancellare le tracce del delitto, le prove del suo passaggio.

Le ferite sul corpo di Rosetta: cosa è emerso dai primi accertamenti

L’esito della autopsia permetterà di circostanziare meglio siffatte indiscrezioni. “Attendiamo il deposito della perizia ma questo ci consente di restringere l’orario”, ha reso noto il procuratore capo di Udine, Antonio De Nicolo, intercettato dall’Ansa. L’autopsia ha confermato anche la profonda ferita al collo provocata da un’arma da taglio potenzialmente mortale ma ancora non rinvenuta, sebbene gli inquirenti stiano ispezionando la zona limitrofa alla scena del crimine muniti di strumentazioni altamente sofisticate che finora però non hanno prodotto risultati. Da Genova sono arrivati anche i sommozzatori per scandagliare un corso d’acqua che si trova nelle vicinanze. Sul corpo carbonizzato di Rosetta c’erano anche altre ferite. Le indagini vanno avanti in attesa che i Carabinieri del Ris di Parma depositino in Procura gli esiti degli accertamenti svolti all’interno dell’abitazione.

Chi conosce Rosetta la definisce come una donna solitaria, silenziosa, che usciva poco e frequentava la chiesa. Viveva quasi barricata in casa con il terrore che qualcuno potesse farle del male. Chi può averla uccisa? Ma soprattutto l’assassino come ha fatto ad entrare in casa, se Rosetta non aveva amici e si fidava quasi di nessuno? Dava poca confidenza agli altri anche perché da anni riceveva tante minacce, intimidazioni, da parte di sconosciuti che si divertivano a lasciarle strani messaggi in casa che rimandavano a rituali di riti satanici: croci di legno in giardino, croci disegnate sul muro di cinta della sua abitazione, tanto per fare degli esempi. Era lei a ripulire quei simboli ma puntualmente ignoti tornavano sul posto e ne disegnavano altri.

gorizia trovate ossa umane

Udine Rosetta sgozzata e data alle fiamme: importante ritrovamento nella casa del delitto

Rosetta aveva sporto diverse denunce: chi la minacciava?

Rosetta da anni riceveva queste minacce. Viveva da sola nella casa in cui è stata uccisa e non si fidava di nessuno. Non aveva rapporti con suo fratello e aveva da ridire anche sui vicini di casa. Si era rivolta ad un centro di assistenza per donne minacciate, a Udine, ed era diventata amica della amministratrice. A lei aveva confidato le sue paure, raccontato di quegli strani episodi che accadevano nella sua casa e del fatto che i vicini di casa le dicessero di non sapere chi potesse essere l’autore, di non avere mai visto nessuno aggirarsi nella sua casa.

Rosetta aveva l’ossessione che qualcuno la spiasse di continuo e che ce l’avesse con lei, e in effetti i suoi timori forse erano fondati, vista l’atroce fine che ha fatto. Certo è che al momento non si hanno riscontri oggettivi che possano mettere in relazione il delitto con quelle intimidazioni, anche se sicuramente è una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti in questi giorni. Rosetta era addirittura arrivata a ipotizzare che qualcuno potesse averle fatto un malocchio e che stesse provando a danneggiarla; nel 2012 aveva denunciato alla Polizia alcuni messaggi minatori ricevuti. “Intorno alla sua proprietà e all’interno del suo giardino aveva denunciato il ritrovamento di croci in legno, sale grosso, mozziconi di sigarette e, pare, carcasse di conigli“, riferisce Udine Today. E’ fondamentale per le indagini che si facciano avanti eventuali testimoni. Il Procuratore Antonio De Nicolo ha lanciato un appello a chi nei paraggi possiede impianti di videosorveglianza che possano avere catturato immagini utili, tra giovedì 25 pomeriggio e venerdì 26 mattina, quando il killer, secondo la Procura, sarebbe entrato in azione. “L’invito è rivolto anche a chi è passato nelle stesse ore sulla via Emilia con auto, moto o biciclette che hanno telecamere installate a bordo”, ha riferito la trasmissione Chi l’ha visto?.

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