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Ultimi sondaggi elettorali: se si rivotasse subito M5S al 34%, Lega al 19%

Con il viatico per la formazione del nuovo governo ancora irto di ostacoli, i sondaggisti tornano a fotografare lo scenario politico, in vista di un possibile nuovo voto se tutte le trattative per la formazione di una maggioranza dovessero fallire. Così negli ultimi giorni sono stati pubblicati sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri due nuove rilevazioni con le intenzioni di voto per i partiti nel caso di nuove elezioni politiche a breve. I risultati non sono sorprendenti: secondo i sondaggisti  le forze politiche uscite vincitrici dalle urne del 4 marzo 2018 continuano a rafforzarsi, mentre prosegue la crisi degli ex partiti leader e delle forze politiche cosiddette minori. Se questi numeri possano influire sugli scenari per la formazione del nuovo governo è difficile dirlo, sicuramente le forze politiche in maggiore difficoltà faranno però di tutto per evitare un nuovo ricorso alle urne a breve termine.

ultimi sondaggi elettorali aprile 2018

 

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Crescono M5S e Lega

I vincitori delle elezioni politiche del 4 marzo 2018, Movimento 5 Stelle e Lega, continuano a rafforzare i propri consensi. Il Movimento 5 Stelle, forte anche del successo tattico nell’aver eletto allo scranno più alto di Montecitorio uno dei leader storici, Roberto Fico, se si votasse domani secondo un sondaggio realizzato da Tecnè lo scorso 22 marzo, otterrebbe il 34,2%, con un balzo in avanti di quasi un punto e mezzo percentuale rispetto al risultato delle politiche 2018. Un risultato atteso che conferma la forza potenziale del Movimento guidato da Luigi Di Maio. Una forza che potrebbe alla fine giocare un ruolo importante nella formazione di una maggioranza, come si diceva, in particolare per la difficoltà di Forza Italia all’interno del Centrodestra. Schieramento, il Centrodestra, nel quale la Lega di Matteo Salvini “dilaga”, secondo il sondaggio Tecnè raggiungendo il 19,2%, quasi due punti percentuali in più rispetto al risultato delle politiche 2018. Questo mentre il partito guidato da Silvio Berlusconi flette inesorabilmente passando dal 14% delle politiche al 13,6% di oggi. E’ chiaro che questo rafforza ulteriormente Salvini nell’ottica di una trattativa con il Movimento 5 Stelle: il leader della Lega sente di avere giorno dopo giorno le mani sempre più libere per arrivare ad un accordo che lo porti a Palazzo Chigi, anche se è ancora tutto da vedere in che veste, se di ministro o Presidente del consiglio.

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Matteo Renzi crisi pd

Il declino del Pd

Il Partito Democratico appare in declino, non fosse altro per il basso profilo cui è costretto dopo la pesante sconfitta elettorale e la fine dell’era Renzi. Tagliati fuori dalla partita per i presidenti di Camera e Senato, chiamatisi fuori da qualsiasi trattativa sul nuovo governo, i Dem sembrano destinati a un periodo molto difficile. Eppure, secondo il sondaggio Tecnè oggi avrebbero il 19%, tre decimali di punto in più rispetto al risultato delle politiche 2018. Segno del rientro di alcuni delusi da Liberi Uguali e in generale, della grande attesa da parte dei militanti democratici per il congresso che si terrà in primavera.

Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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