di Andrea Monaci

Un popolo di disorientati


 

La crisi economica c’è, nessuno lo nega. Così come la crisi del lavoro, con quasi un milione di posti persi in un anno. Ma nessuno parla delle centinaia di migliaia di persone scoraggiate, che hanno smesso di credere nel futuro, prima di tutto per se stesse

Italiani un Popolo di Disorientati

Se ci troviamo di fronte ad un esercito di persone che ha perso ogni motivazione, la colpa non può essere solo della “congiuntura” e delle politiche, eque o inique che siano. Leggendo ogni giorno decine di lettere di persone alla ricerca del lavoro colpisce soprattutto il grande smarrimento che accomuna giovani e meno giovani.

Dalla scarsa conoscenza della legislazione vigente – eppure sono disponibili gratuitamente online risorse eccezionali, come questa – alla poca attenzione alle tecniche di ricerca del lavoro, potrei citare decine di casi di persone, con i più disparati livelli di istruzione ed esperienze lavorative, scoraggiate e rabbiose. Sono arrabbiati perché sono convinti che ci sia una specie di congiura che colpisce chi ha perso il lavoro e che ormai non ci sia più nulla da fare.

Siamo un popolo di disorientati, preda delle nostre convinzioni a tal punto che smettiamo di cercare nuove soluzioni. Ci sforziamo sempre meno di individuare vie alternative per le nostre vite e questo ci deprime sempre di più, soprattutto in tempi come gli odierni che offrono davvero poche strade da percorrere.

Che fare quindi? Prima di tutto partire da noi stessi e fare un’analisi puntuale dei nostri limiti: se non ci riusciamo possiamo sempre farci aiutare da chi lo fa di mestiere, come un coach o uno psicologo del lavoro. Poi bisogna smettere di non credere ad un futuro migliore: dobbiamo crederci, anche se tutto fa pensare al contrario. Il cambiamento non può che partire da noi e dalle nostre piccole scelte quotidiane.

photo credit: [ changó ] via photopin cc

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