in

Una donna cieca torna a vedere grazie alla personalità multipla

A causa di un trauma occorso in un incidente quando aveva circa vent’anni, B.T. una donna tedesca di 33 anni, aveva ricevuto dai medici la diagnosi di cecità corticale. In principio, l’incidente le causò dei gravi danni alla vista, in seguito, con il passare del tempo, divenne completamente cieca e le fu affidato un cane guida.

La particolarità di B.T. però era un’altra; soffriva, infatti, di un altro problema di salute, il disturbo dissociativo di personalità. Nello specifico, oltre alla sua, risiedevano ben dieci diverse personalità nella sua mente. Per via della personalità multipla di cui soffriva, B.T. aveva deciso di entrare in terapia con uno psicologo. Dopo un lungo periodo di trattamenti psicoterapeutici, B.T, riuscì a riacquistare la vista. Il problema, però, era che non fu lei, con la sua personalità, a vedere, ma una delle altre dieci; un ragazzo adolescente. Quando si trasformava in questo ragazzo, B.T. non era più una donna cieca con il cane guida, ma un giovane maschio dotato di piene facoltà visive. Dopo quattro anni di sedute, infatti, un giorno B.T. uscendo dalla sede dello psicoterapeuta vide una parola su di una rivista. In quel momento la sua personalità era proprio quella del giovane ragazzo. Era la prima parola che riusciva a vedere da ben diciassette anni. In principio la sua capacità visiva era limitata a delle semplici parole, non era nemmeno in grado di identificare le singole lettere. Lentamente però la situazione si estese, prima cominciò con la lettura, poi con il riconoscimento di forme e simboli. In poco tempo gran parte delle sue dieci personalità riprese le proprie facoltà visive.

Così come i medici hanno spiegato sulla rivista PsyCh Journal, la cecità di B.T. non era causata da un danno al cervello, ma era più vicina a una sorta di interruttore, un modo di dare ordini all’organo cerebrale. La paziente, infatti, quando oscillava fra le sue personalità, poteva tornare a vedere: il mondo si illuminava e, subito, dopo, tornava oscuro. Waldvogel e Strasburger, i due medici che l’avevano in cura arrivarono alla conclusione che, con tutta probabilità, l’incidente non causò danni alla corteccia cerebrale con conseguente cecità, piuttosto era ipotizzabile l’evolversi di un trauma di carattere psicologico. Strasburger ha infatti spiegato: “Queste reazioni funzionano probabilmente da rifugio per la mente: nelle situazioni emotivamente molto intense, i pazienti talvolta hanno il desiderio di diventare ciechi, in modo da non avere la necessità di vedere qualcosa“. Il dibattito sul disturbo dissociativo di personalità e, nello specifico, sulla personalità multipla è ancora aperto e la comunità scientifica non è ancora completamente d’accordo sul metodo di diagnosi e sugli strumenti utilizzati per identificarla. Il caso di B.T. resta comunque una situazione particolare e un’ulteriore fonte di studio e analisi. Il professor Richard P. Kluft della Temple University School of Medicine, che ha partecipato allo studio ha affermato: “Questo caso dimostra che il disturbo dissociativo di personalità è effettivamente una sindrome dovuta a stress di natura psicologica e rappresenta il tentativo della mente di suddividere il dolore in compartimenti“.

Photo Credit: Sergey Nivens/Shutterstock.com

Calciomercato Emanuelson Hellas Verona

Calciomercato, Hellas Verona ufficiale il colpo Emanuelson: domani la presentazione

nascite in italia 2015, nascite in italia istat, natalità italia 2015, bambini 2015,

Natalità 2015: l’Italia non è un Paese per bambini