di Antonio Paviglianiti in ,

Veleno, il film denuncia sulla Terra dei Fuochi stringe il cuore dello spettatore


 

Veleno, il film che racconta il dramma della Terra dei Fuochi che stringe il cuore degli spettatori: ottima interpretazione di Luisa Ranieri e Massimiliano Gallo

Arriverà al cinema da giovedì 14 settembre ma è già stato presentato a Venezia nella sezione Orizzonti: Veleno, il film che denuncia la terribile situazione campana della Terra dei Fuochi, stringe il cuore dello spettatore e mette in evidenza un gravissimo problema ambientale per gli abitanti del Mezzogiorno. Il regista Diego Olivares ha coinvolto nel suo progetto un cast di attori noti e meno noti, da Luisa Ranieri a Massimiliano Gallo, passando per Salvatore Esposito (Il Genny di Gomorra), Miriam Candurro e Gennaro Di Colandrea. Il pathos della storia su cui si basa Veleno accresce se si pensa che questo sceneggiato cinematografico, dalla durata di 148 minuti, è tratto da una storia vera.

>>> La trama di Veleno <<<

Veleno sviluppa la sua storytelling prendendo in esame i caratteri di due fratelli: Cosimo ed Ezio. I due hanno una piccola impresa agricola ereditata dal padre. Di sfondo ai due personaggi maschili emergono i caratteri di Rosaria ed Adele, le rispettive mogli. Cosimo e Rosaria scoprono di aspettare finalmente un figlio, e questo li stimola a tenere ancora più duro nella difesa della terra di famiglia. Ma i responsabili dello “smaltimento rifiuti” fanno pressioni per impossessarsi di quell’appezzato che confina con le loro discariche abusive impedendone l’ampliamento attraverso un sordido avvocato, Rino Caradonna (Salvatore Esposito), che aspira anche a diventare sindaco del paese. Ed Ezio e Adele sembrano inclini a cedere a quelle pressioni insistenti.

>>> Le recensioni di UrbanPost <<<

L’interpretazione di Luisa Ranieri, moglie disperata ma donna di Fede, ben si sposa con un Massimiliano Gallo capace di entrare con grande maestria nel personaggio di un Cosimo affranto, distrutto, arrabbiato. Da buon campano, del resto, l’attore partenopeo ha saputo mettere in risalto tutti quegli stati d’animo con cui convivono, da anni, i contadini dell’area del casertano. “Uno sguardo dal basso – racconta Diego Olivares a Venezia 74 per raccontare uno squarcio di vita di una famiglia di contadini in un piccolo paese del casertano, dove ci si conosce un po’ tutti e dove le storie delle famiglie si incrociano spesso l’una con l’altra. Ciò che li accomuna tutti è proprio quel veleno che dalla terra arriva alle piante, all’acqua, ai corpi e dunque spesso finisce per corrompere anche gli animi, fa vincere la paura, la diffidenza e l’indifferenza che rende solidali e partecipi solo quando il male arriva a colpirti direttamente, che porta a difendere il tuo ma che spesso fa perdere il senso di comunità, di appartenenza, di difesa del bene comune”. 

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