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Veronica Panarello perde ogni diritto sul figlio, la sorella infierisce: “Hanno fatto bene”

Omicidio Loris Stival, Veronica Panarello è profondamente abbattuta dopo la sentenza del tribunale di Ragusa che lo scorso 24 gennaio ha sentenziato che lei non potrà più avere informazioni circa la vita del suo secondo figlio, che oggi ha 6 anni, ed è stato affidato esclusivamente a suo padre Davide Stival. La Panarello ha infatti perso la patria potestà sul bambino, in quanto giudicata non in grado di fare la madre. Una decisione cui i giudici sono arrivati non solo alla luce della detenzione della donna – condannata in primo grado a 30 anni di reclusione per il delitto del figlio Loris e di nuovo imputata nel processo di secondo grado – ma anche “con il rapporto conflittuale tra i coniugi”.

Veronica Panarello perde ogni diritto sul figlio: la sorella Antonella commenta l’ordinanza

“Sono d’accordissimo con quello che ha stabilito il tribunale. Veronica cosa si aspettava? Che le dicessero ‘Brava’? Hanno fatto bene, lei mica ha fatto una cosa bella, ha ucciso suo figlio … Penso che oggi il suo bambino, che penso abbia 6 anni come uno dei miei figli, nemmeno si ricordi chi sia sua madre perché ormai sono passati diversi anni”. Con queste parole oggi pomeriggio, 2 febbraio, Antonella Panarello, sorella di Veronica, ha commentato la dura ordinanza del Tribunale. Antonella è stata intervistata dalla inviata di Pomeriggio 5 ed ha ribadito la sua convinzione che sua sorella meriti la dura decisione del tribunale.

Veronica Panarello news: durissima ordinanza del Tribunale di Ragusa

Veronica Panarello perde patria potestà, il suo legale: “Sentenza disumana”

“Questa è una ordinanza disumana e ingiusta”, ha riferito l’avvocato di Veronica, Francesco Villardita, alla giornalista di Mediaset. Il legale ha già presentato reclamo alla Corte d’appello di Catania “perché Veronica vuole che suo figlio sappia che lei ha fatto tutto il possibile per riuscire a vederlo”. Il legale ha anche evidenziato la differenza di trattamento riservato alla sua assistita, che – per citare degli esempi molto noti – come Michele Buoninconti e Salvatore Parolisi è stata privata di ogni diritto su suo figlio, diversamente da Anna Maria Franzoni, condannata per l’omicidio del figlio e libera di concepirne un altro durante la vicenda giudiziaria, e beneficiaria dei domiciliari per prendersi cura di lui.
processo loris 3 ottobre

 

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