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Virus bancari informatici: pericolo è a portata di click, ecco come difendersi

Silenziosi e micidiali, i famigerati virus di computer Trojan, si insinuano subdolamente nei sistemi informatici, e come una carie, prendono possesso di un intero dispositivo corrodendone gli hardwere fino a distruggerli. I più temuti sono sicuramente i Trojan bancari, malware capaci di inserirsi all’interno dei sistemi bancari per sottrarre credenziali e codici di accesso dei conti correnti dei clienti e trasferire il denaro su conti criptati a disposizione di abili hacker, lasciando l’ignaro risparmiatore all’asciutto.

virus rubano credenziali e svuotano conti correnti

In tempo di crisi, si sa, di soldi ne girano pochi, e quei pochi ci piacerebbe davvero risparmiarli. Ma nell’era della digitalizzazione il pericolo è ovunque ed oramai a portata di click, soprattutto nell’ambito dei social network più famosi come Facebook e Tweetter. Da questi, il virus bancario più temuto è Neverquest, il quale agisce rubando username e password di un malcapitato pescato nell’enorme massa degli utenti social, e monopolizza il suo account. I dati delle home banking e simili vengono trasferiti ad un server di comando controllato dagli hacker, i quali vi accedono tramite un software di controllo in remoto chiamato Virtual Network Computing (VNC). Non appena il poveretto effettua una connessione al sito della sua banca, il virus automaticamente si impossessa della connessione tra browser e server e il denaro viene trasferito in un istante su un account segreto. Vi è poi Zeus, il malware più pericoloso tra i Trojan bancari, la cui capacità di infettare è talmente potente che è stato utilizzato nel 2007 per sforare i sistemi di protezione dei fondi del Dipartimento dei trasporti degli Stati Uniti, mettendo a segno un colpo da centinaia di milioni di dollari. Da lì, è stato impiegato per cyber furti a danno di enti, banche e agenzie governative. Una volta reso noto il suo codice sorgente, lo stesso virus è stato reinventato per colpire sistemi più accessibili, ovvero i dispositivi mobile, soprattutto attraverso gli SMS, ed è stato chiamato ZitMo  (altri virus bancari sono Carberp, Citadel e SpyEye). I sistemi Android, poi, sono i più a rischio per quanto riguarda la contaminazione dei telefoni smartphone.

Per evitare l’infarto realizzando di essere rimasti completamente al verde, occorre proteggersi attraverso antivirus potenti e specificamente atti a prevenire simili attacchi. Di più, per i sistemi mobile, è consigliabile disattivare l’opzione “Consenti l’installazione di applicazioni non presenti in Market”.

 

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