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Vitalizi 2018, cosa cambia adesso? Ecco chi ci perde e perché c’è il rischio incostituzionalità

Il Governo Conte esulta, specie il Movimento 5 Stelle. Si parla di abolizione di privilegi. Ma è davvero così? Anzitutto, dobbiamo asserire come i vitalizi parlamentari siano delle indennità che vengono concesse come rendite al termine del mandato parlamentare e valgono fino a che l’ex parlamentare è in vita. Fino al 2012 per avere il vitalizio bisognava aver superato i 65 anni di età (ma in passato la soglia era più bassa). I soldi arrivano solo in parte dai contributi versati e non erano quindi proporzionali a questi. Per quanti erano in Parlamento alla data del 1 gennaio 2012 il metodo è cambiato. La pensione arriva a 65 anni se si è rimasti in carica per almeno 5 anni. Per ogni anno in più di mandato si scala un anno di età fino al limite massimo dei 60 anni. La pensione da parlamentare per chi era in Parlamento nel 2011 è data dalla somma della quota di assegno vitalizio maturato entro il 2011 e dalla quota di pensione sugli anni di mandato dal 2012 in poi. Per gli eletti per la prima volta nel 2013 c’è la pensione del parlamentare senza vitalizi aggiunti e regolata in base ai contributi versati. E adesso, con le novità 2018, cosa cambia per i vitalizi?

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Riforma vitalizi 2018: cosa prevede e quanti sono coinvolti?

Cosa cambia adesso? La riforma sui vitalizi parlamentari 2018 prevede un ricalcolo con il sistema contributivo degli assegni attualmente versati agli ex parlamentari. Riguarda chi non è più in Parlamento da tempo perché già la riforma Monti del 2012 non esistono più vitalizi per chi è stato in Parlamento se non con il metodo contributivo .In media il taglio sarà del 20%, ma i calcoli si fanno caso per caso perché il vitalizio dipende dagli anni passati in Parlamento. Il costo annuo dei vitalizi è attorno ai 200 mila euro. Alla Camera riguarda 1338 vitalizi su 1405 erogati. Per 67 ex deputati l’assegno sarà invariato. Ci sono due tetti minimi: uno di 980 euro per chi ha poche legislature alle spalle e uno di 1470 euro per i vitalizi che avrebbero un taglio di oltre il 50% con le nuove regole. 

Riforma Vitalizi 2018: ecco i deputati famosi che ne risentiranno

Quali sono i deputati famosi che risentiranno, economicamente, di questa Riforma dei vitalizi 2018? L’ex presidente della Federcalcio Antonio Matarrese vedrebbe più che dimezzarsi il suo assegno da 7.700 euro al mese, frutto di 5 legislature. Lo stesso per Gino Paoli e Ilona Staller, in Parlamento dal 1987 al 1992 che andrebbero da circa 3.000 a 1.000 euro mensili. Veltroni e Prodi avrebbero tagli di 3.000 e 1.000 euro rispettivamente. Nichi Vendola passerebbe da 8 mila a 5 mila euro…

Perché la Riforma Vitalizi 2018 ha rischio incostituzionalità?

Gli ex parlamentari hanno inviato una diffida stragiudiziale a ciascun membro dell’Ufficio di presidenza della Camera e c’è chi ha parlato di una vendetta politica, di un abuso di potere. Secondo Paolo Cirino Pomicino: «i padri costituenti erano viventi e compresero che la libertà dei legislatori doveva essere garantita anche sul piano economico nel presente e nel futuro, senza arricchimenti ma con la dignità pari alla funzione svolta».

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