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Voucher 2018 reintrodotti? Ecco cosa sono e come funzionano

I voucher sono stati introdotti nel 2003, gravati da una serie di limitazioni, che poi sono state alleggerite dalla riforma di liberalizzazione attuata dalla riforma Fornero che ne ha permesso l’utilizzazione a quasi totalmente i lavoratori e le imprese. Nel tempo questo strumento è stato largamente abusato; la Cgil, in particolare, ha denunciato il fatto che fosse utilizzato per nascondere il lavoro nero. La stessa organizzazione sindacale ha promosso la raccolta delle firme sufficienti per chiedere il referendum abrogativo di questi voucher. Il Governo presieduto dal premier Paolo Gentiloni, per scongiurare un eventuale esito negativo della consultazione popolare, lo scorso anno ha approvato un decreto di cancellazione di questo strumento. E adesso che la tensione è alle stelle in seno al Governo Conte, andiamo a scoprire come funzionano.

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Voucher: cosa cambia per datori di lavoro e lavoratori

Voucher 2018 reintrodotti? Ecco cosa sono e quanto valgono

Nato inizialmente per retribuire il lavoro occasionale, il voucher o ‘buono lavoro’ è una modalità di retribuzione per lavoro occasionale di tipo accessorio introdotto nel 2003 dal governo Berlusconi. Spesso al centro delle polemiche per aver deregolamentato il mercato del lavoro, contribuendo, di fatto, a renderlo più precario, il voucher ha come finalità quella di “regolamentare quelle prestazioni lavorative, definite appunto ‘accessorie’, che non sono riconducibili a contratti di lavoro in quanto svolte in modo saltuario, e tutelare situazioni non regolamentate” come spiega l’Inps sul proprio sito web. Ogni voucher ha un valore di 10, 20 o 50 euro: una parte va al lavoratore e la restante finisce in contributi. Il valore netto di un voucher da 10 euro nominali, in favore del lavoratore, è di 7,50 euro e corrisponde al compenso minimo di un’ora di prestazione, salvo che per il settore agricolo, dove, in ragione della sua specificità, si considera il contratto di riferimento. Sono garantite la copertura previdenziale presso l’INPS e quella assicurativa presso l’INAIL.Voucher buoni lavoro: novità nel 2017?

Voucher 2018, quali vantaggi?

“Il committente può beneficiare di prestazioni nella completa legalità, con copertura assicurativa INAIL per eventuali incidenti sul lavoro, senza rischiare vertenze sulla natura della prestazione e senza dover stipulare alcun tipo di contratto”. E per il lavoratore?Il prestatore può integrare le sue entrate attraverso queste prestazioni occasionali, il cui compenso è esente da ogni imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato. È, inoltre, cumulabile con i trattamenti pensionistici e compatibile con i versamenti volontari”. La categoria dei committenti, “cioè coloro che impiegano prestatori di lavoro accessorio”, comprende “famiglie; enti senza fini di lucro; soggetti non imprenditori; imprese familiari; imprenditori agricoli; imprenditori operanti in tutti i settori; committenti pubblici”. L’Inps “evidenzia che il ricorso ai buoni lavoro è limitato al rapporto diretto tra prestatore e utilizzatore finale, mentre è escluso che un’impresa possa reclutare e retribuire lavoratori per svolgere prestazioni a favore di terzi, come nel caso dell’appalto o della somministrazione”

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