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Voucher Inps 2017: cosa cambierà? Limiti, prestazioni e sanzioni, tutte le novità in vista

Non si placa la discussione sui voucher. Negli ultimi mesi i buoni lavoro Inps creati per tutelare e regolarizzare il lavoro accessorio sono al centro di un’aspra polemica legata al loro utilizzo improprio: ma quali sono le principali novità che si stanno discutendo?

Ieri, a termine di un convegno con le sigle sindacali, il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha confermato l’intenzione da parte del Governo di attuare una riforma profonda dello strumento, esprimendosi così: “Oggi la Commissione Lavoro della Camera ha depositato il testo base su cui discuterà e noi apprezziamo il lavoro svolto perché i contenuti dello schema messo a punto sono vicini ai contenuti di merito del Governo: e cioè un intervento radicale sui voucher”.

L’intervento proposto, riporta il portale PensioniOggi.it, parte da una ridefinizione del perimetro delle prestazioni da compensare con i buoni lavoro, che viene limitato ai piccoli lavori domestici a carattere straordinario, ovvero baby-sitter e badanti; piccoli lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione; ripetizioni; manifestazioni no profit; lavori di emergenza (per calamità o eventi naturali improvvisi) e solidarietà; attività agricole stagionali. Imprese e professionisti potranno utilizzare i voucher per retribuire solo determinate categorie, ovvero pensionatidisoccupati, studenti under 25, disabili, soggetti in comunità di recupero, lavoratori stranieri provenienti da paesi extra-Ue che abbiano perso il lavoro da meno di sei mesi.

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Attualmente il tetto massimo annuo che può ricevere il lavoratore da più committenti è pari a 7.000 euro netti, cioè 9.660 euro lordi: novità in vista anche per questo limite, che presto potrebbe essere riportato ai 5.000 euro netti. Fissato a 3mila euro il tetto per famiglie e imprese che pagano con i voucher.

Invariato l’obbligo della tracciabilità della prestazione: nel caso in cui venga omessa la comunicazione, è prevista una sanzione amministrativa da 400 a 2.400 euro. Nel caso di utilizzo improprio, la sanzione parte dai 600 euro fino a un massimo di 3.600 euro: superati i limiti quantitativi e qualitativi, riporta Agi, scatta la trasformazione in contratto a tempo indeterminato “per prestazioni funzionali all’attività di impresa o professionale”.

In apertura: foto tratta dalla pagina Facebook Giuliano Poletti

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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