di Corinna Garuffi in , ,

Voucher Inps, abolizione in arrivo e “no” al referendum: cosa cambia ora e per chi


 

Già da domani il Governo potrebbe approvare il decreto legge che abolisce i voucher, annullando, di fatto, il referendum

referendum voucher

No al referendum sui voucher. Con un emendamento la Commissione Lavoro della Camera ha approvato l’abrogazione dei buoni lavoro Inps, esprimendo parere favorevole alla cancellazione degli articoli 48, 49 e 50 del Jobs Act in materia di lavoro accessorio. Una scelta resa necessaria per evitare il referendum promosso dalla CGIL.

In questo modo trovano parzialmente conferma le voci che fino a pochi giorni fa parlavano di un’azione del Governo tesa a rivoluzionare questo strumento: in gioco c’era una revisione totale dei voucher, che – come anticipato da UrbanPost – avrebbe dovuto portare a una ridefinizione delle prestazioni da compensare con i buoni lavoro, delle platee interessate e del tetto dei compensi. Alla fine, però, pare abbia prevalso la linea “più dura” che porta dritto all’eliminazione dei buoni lavoro, che non potranno più essere utilizzati né dalle aziende né dalle famiglie: la deputata Pd Patrizia Maestri riferisce che la Commissione sarebbe stata favorevole a mantenere i voucher per le famiglie, ma a seguito del confronto con il governo si è deciso di andare verso l’abrogazione.

Cosa cambia ora?

Riporta La Repubblica che il Governo già da domani dovrebbe tradurre in decreto questa decisione della Commissione: questo significa che i voucher, quindi, non potranno più essere venduti. E’ previsto, tuttavia, un periodo transitorio – fino al 31 dicembre 2017 – durante il quale i buoni lavoro già acquistati potranno essere utilizzati. Non è da escludere che il decreto contenga anche una norma che ristabilisce il principio della solidarietà tra committente, appaltatore e subappaltatore, rendendo di fatto

Cosa ne pensano i sindacati?

Mentre la CGIL esulta per il risultato ottenuto, c’è chi esprime perplessità: Annamaria Furlan, segretaria della CISL, avrebbe voluto sottrarre lo strumento all’uso indiscriminato che se ne è fatto in alcuni settori (come industria, agricoltura ed edilizia), lasciandolo però a disposizione delle famiglie.

In apertura: foto di Diana Toscano/Wikimedia Commons (Questo file è licenziato in base ai termini della licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported)

 

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