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Voucher lavoro Inps 2017: come funzionano, come si attivano, quanto valgono

Avete spesso sentito parlare dei voucher – buoni lavoro – Inps, ma non sapete esattamente di cosa si tratta né come si usano? Per chi ancora non lo sapesse, i voucher vengono rilasciati ai datori di lavoro che ne fanno richiesta per regolarizzare forme di lavoro accessorio, e quindi discontinuo, difficilmente “inquadrabili” in altre tipologie contrattuali. L’ultima importante novità riguarda il referendum proposto dalla CGIL per l’abolizione di questo strumento, che negli ultimi anni si è prestato, nonostante i buoni intenti del legislatore, ad un uso improprio e spropositato: proprio domani la Corte Costituzionale pronuncerà a favore o meno dell’ammissibilità del quesito referendario.

Come si attivano e come funzionano i buoni lavoro? I datori di lavoro o le famiglie possono acquistare i buoni lavoro presso gli sportelli delle banche popolari, in tabaccheria, negli uffici postali o presso l’Inps, in uno degli sportelli delle sedi territoriali o online sul sito ufficiale. I buoni lavoro acquistati devono essere “attivati” utilizzando la procedura telematica predisposta prima che il lavoratore dia inizio all’attività da retribuire con i buoni.

Qual è il loro valore? Il valore netto di un voucher è di 10 euro nominali, pari a 7,50 euro spettanti al lavoratore (cifra che corrisponde al compenso minimo di un’ora di prestazione). Questi importi possono variare nel settore agricolo, dove, si considera il contratto di riferimento. E’ inoltre disponibile un buono ‘multiplo’ del valore di 50 euro (corrispondente a cinque buoni non separabili) ed un buono da 20 euro (due buoni non separabili). In tutti i casi sono garantite la copertura previdenziale presso l’INPS e quella assicurativa presso l’INAIL.

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Quali soggetti possono essere pagati con i voucher? I pensionati, gli studenti nei periodi di vacanza, i percettori di forme di sostegno al reddito, i lavoratori part time e i prestatori extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno. Ad eccezione del settore agricolo, dove il lavoro accessorio è disciplinato secondo particolari regole (come meglio specificato nell’informativa Inps), i buoni lavoro possono essere utilizzati in tutti i settori.Il Jobs Act ha previsto che il tetto annuo dei compensi per il lavoro accessorio sia elevato da 5.000 a 7.000 euro. Ciascun committente può utilizzarli per un importo massimo di 2.000 euro e, per i soli lavoratori che usufruiscono di ammortizzatori sociali, per un importo non superiore ai 3.000 euro.

Obblighi per il datore di lavoro: Le prestazioni rese non possono superare i 2.020 euro netti (2.693 euro lordi) per ciascun committente, fermo restando il limite di 7.000 euro netti (9.333 euro lordi). Tra gli strumenti approvati qualche mese fa dal Governo c’è la tracciabilità, ovvero l’obbligo da parte del datore di lavoro di comunicare preventivamente all’Ispettorato del lavoro competente l’attivazione di ogni singola prestazione di lavoro, completa di orari e dati del lavoratore (comunicazione da fare via mail o sms).

In apertura: foto di Diana Toscano/Wikimedia Commons

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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