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10 febbraio 1933: Primo Carnera uccide sul ring Ernie Schaaf

Primo Carnera nasce a Sequals, in Friuli, il 25 ottobre del 1906 da una famiglia molto povera. Il piccolo Carnera ha uno sviluppo fuori dal comune rispetto ai suoi coetanei e già a dodici anni è alto come un adulto. Ancora adolescente, spinto dalla fame e dalla povertà, Primo emigra in Francia dagli zii e lavora come carpentiere e lo introducono anche nel mondo del pugilato, organizzandogli un incontro con un principiante. Il suo fisico, intanto, diventa sempre più alto e nerboruto, raggiungendo i 197 centimetri per 125 chili. Un giorno, del 1925, un circo fa tappa vicino a Le Mans e durante un incontri di lotta, il responsabile del circo nota il suo fisico imponente che desta sgomento e lo ingaggia. Il responsabile gli aumenta il salario e, sull’onda del successo del lottatore friulano, viene messa in palio una ricompensa per chi riusce a sconfiggerlo, ma nessuno ce la fa. Diventa un vero e proprio ‘fenomeno da baraccone’ e uno dei suoi soprannomi è Juan lo spagnolo. Un giorno il circo fa tappa ad Arcachon e tra la folla che assiste alle lotte di Carnera, c’è anche l’ex campione francese dei pesi massimi Paul Journée che vede in lui le potenzialità di un pugile. Ma Carnera non vuole abbandonare il circo per non rimpiombare nella povertà e trova un compromesso…Sotto la guida di Journée raggiunge buoni livelli e così l’ex campione insiste per farlo vedere al manager Léon See che rimane allibito dalla sua stazza imponente. Ma la spietatezza di quest’ultimo si scontra con la bontà e l’ingenuità di Primo. Dopo averlo fatto vedere all’organizzatore Jeff Dickson, debutta nel professionismo a Parigi, il 12 settembre del 1928. Carnera, pur non avendo una grande tecnica, possiede un pugno micidiale.

Il 31 dicembre 1929 il pugile friulano sbarca negli Usa. I suoi manager lo definiscono ‘The Ambling Alp’ ovvero La montagna che cammina lentamente. Sono gli anni del proibizionismo, della crisi economica e della mafia italo-americana, che investe su Carnera preferendo la quantità piuttosto che la qualità dei match. Il pugile, negli Stati Uniti, vince prima del limite tutti i 23 match disputati. Per il friulano il 1931 si conclude con un totale di 10 match, 9 vinti e uno perso ai punti contro Jack Sharkey. Nel ’32 Carnera, dopo alterne vicende e 23 incontri vinti, deluso dall’ambiente della boxe americana rientra in Italia. Qui Primo conosce Luigi Soresi che diventa il suo manager. Questi lo riporta negli Stati Uniti per il titolo mondiale dei pesi massimi. Jack Sharkey, che nel frattempo è diventato Campione del Mondo, impone che il suo avversario debba uscire dalla sfida tra Carnera e il pugile Ernie Schaaf, di cui è il procuratore.

Schaaf, reduce da una devastante sconfitta inflittagli sei mesi prima da Max Bear, non dovrebbe combattere. Nessuno si preoccupa della sua salute, che al Madison Square Garden di New York, il 10 febbraio 1933, viene tempestato dai pugni di Carnera prima di crollare alla 13° ripresa ed essere ricoverato all’ospedale dove morirà, dopo tre giorni di coma il 14 febbraio ufficialmente per emorragia cerebrale. A questo punto Carnera vuole abbandonare la boxe e solo la madre di Ernie Schaaf, la signora Lucy, lo farà desistere dalla sua idea, scagionandolo e sollevandolo da ogni responsabilità. Da quel momento Carnera viene etichettato dai media come: “il gigante dal destro che uccide”!

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