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11 Maggio 1981: moriva Bob Marley, il più grande esponente del reggae

Oggi, 11 Maggio, è il trentaquattresimo anniversario della morte di Bob Marley, il più grande esponente della musica reggae. “Sono una persona libera perchè non sono stato educato, altrimenti sarei stato uno schiavo anche io.” Questa era la frase con cui Bob Marley si descriveva, ma soprattutto delineava il suo modo di pensare. Un personaggio controverso per la sua carriera scandita da tanti successi, ma anche da tante polemiche legate soprattutto all’uso di droghe.

Un’artista che all’interno delle sue canzoni ha riunito non solo la gioia e la spensieratezza del reggae, ma anche temi importanti come il razzismo: “Finché il colore della pelle di un uomo non sarà più importante del colore dei suoi occhi, io dico guerra.” Questo è un estratto dalla canzone intitolata “War/no more trouble” dove Bob Marley difendeva la sua razza e condannava il razzismo nei confronti di un’altra etnia.

Bob Marley morì per un cancro nato nell’alluce del piede, che inizialmente il cantante reggae pensava fosse una ferita procuratosi durante una partita di calcetto. Il cancro peggiorò man mano fino ad arrivare nella sua fase terminale. “I soldi non possono comprare la vita” questa la frase detta al figlio prima di morire. Bob Marley resterà per sempre uno dei più grandi esempi della musica contemporanea.

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