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11 settembre 2001 foto choc: lo scatto più controverso pubblicato a distanza di anni 

11 settembre 2001. Alle ore 8.45 di quella maledetta mattina la storia americana, ma più distesamente quella del mondo occidentale, cambia. Diciannove terroristi di Al Qaida, aggirando i controlli, riescono a prendere il comando di quattro aerei di linea con l’intento di colpire il paese: due velivoli si schiantano contro le torri Gemelle del World Trade Center, a New York, il terzo finisce contro il Pentagono. L’ultimo obiettivo non viene centrato, grazie all’eroismo dei passeggeri, che impedirono agli attentatori di abbattere l’aereo, precipitato in Pennsylvania, sulla Casa Bianca.

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11 settembre 2001, lo scatto più controverso pubblicato a distanza di anni

Una mano di morte si stese sui cieli di New York: il volo AA11, partito da Boston, si schiantò contro la Torre Nord del World Trade Center. 17 minuti più tardi un altro velivolo, il volo UA175, decollato sempre da Boston, si abbatté sulla seconda torre, sbriciolata poi come un biscotto. Alle ore 9:37 il volo American Airlines 77, dirottato da altri cinque terroristi e partito dal Dulles International Airport di Washington D.C si schiantò, invece, contro il Pentagono. 2 974 le persone rimaste uccise, esclusi i diciannove dirottatori: 246 su quattro aerei di linea, 2 603 a New York e 125 al Pentagono. Altre 24 sono ancora elencate tra i dispersi. Tante le immagini di quei drammatici momenti scolpiti nella memoria di ognuno di noi: le gente che dalle Torri gemelle si lancia giù per sfuggire al rogo, il viavai di pompieri, gli edifici avvolti dalle fiamme, la paura negli occhi dei parenti delle vittime.

11 settembre 2001, foto divisiva: l’autore della foto è Thomas Hoepker

La foto più controversa però pare l’abbia realizzata Thomas Hoepker, che come tanti altri si trovava nell’Upper East Side di Manhattan quando arrivò la tremenda notizia degli attentati dell’11 settembre 2001. Di corsa salì in auto con la macchina fotografica cercando di raggiungere disperatamente la zona rossa, quella del World Trade Center. 10 chilometri di coda gli impedirono di giungere ai piedi delle Torri gemelle, così dopo aver scattato varie foto dell’enorme nuvola di fumo, venne attratto da un gruppo di persone sedute sotto il sole intente a parlare nei pressi del ristorante Williamsburg a Brooklyn. Senza avvicinarsi, ad un certa distanza, Thomas Hoepker ha scattato la foto che immortala cinque soggetti, in atteggiamento apparentemente disteso, sotto la nube spaventosa che incombe. A distanza di oltre dieci anni, l’immagine è diventata una delle più celebri di quel giorno, ma anche delle più discusse.

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La polemica su Slate: simbolo di indifferenza o immagine menzognera?

L’autore, di origini tedesche della prestigiosa agenzia Magnum Photos, inizialmente scelse di non pubblicare quello scatto, perché il contrasto tra la serenità dell’atmosfera del gruppo e il dramma sullo sfondo era troppo marcato. Poi nel 2006 la svolta: in occasione del quinto anniversario degli attacchi, la foto venne inserita in un libro fotografico di David Friend, in cui c’era scritto che Thomas Hoepker si era “autocensurato”. A regalare la popolarità all’immagine choc una retrospettiva a Monaco. La foto venne pubblicata in una quindicina di giornali tedeschi e catturò l’attenzione del grande pubblico.

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Una successiva polemica su Slate ha, tuttavia, accresciuto la fama dell’autore, oltre che della foto, interpretata da alcuni come una feroce critica verso l’indifferenza umana. Alla discussione si aggiunse anche Walter Sipser, che si identificò come una delle cinque persone ritratte. Questi chiarì che si trovava assieme alla fidanzata al momento dell’attentato, intento a parlarne con altri sconosciuti: tutti erano sconvolti per l’accaduto. Insomma la sua posizione avvalorò un’altra ipotesi: talvolta le foto pure possono essere menzognere e non portatrici di emozioni pure.

«La vita non si arresta a causa di una battaglia, o di un atto di terrorismo che sta succedendo a poca distanza!», la questione ripresa sul “Guardian”

Le parole più belle su questo scatto così discusso le ha scritte però Jonathan Jones sul Guardian: “Oggi, il significato di questa foto non ha niente a che fare con il giudizio sugli individui. È diventata un’immagine che parla della storia e della memoria. Come immagine di uno sconvolgente momento storico, cattura qualcosa di vero per tutti quei momenti: la vita non si arresta a causa di una battaglia, o di un atto di terrorismo che sta succedendo a poca distanza”. L’arte, quella profonda, che va oltre, e sa raccontare la vita, parimenti la morte.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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