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12 cose da vedere in Polonia, una per ogni mese dell’anno

Alcuni anni fa pensavi alla Polonia e nella mente facevano capolino immagini tristi, città grigie e campagne congelate. Ma negli ultimi dieci anni qualcosa è radicalmente cambiato nel paese che ha dato i natali tra gli altri a Niccolò Copernico e a Papa Wojtyla. E se non si può parlare di un clima mite o di spettacolari bellezze architettoniche, anche la Polonia mostra delle insospettabili gemme, che riassumeremo in questo articolo nel quale elenchiamo i dodici luoghi di maggiore attrazione turistica. Di mese in mese, mete studiate per voi da noi di Urbanpost.

1. Gennaio – Zakopane
Le temperature spesso glaciali e la mancanza di infrastrutture sciistiche degne della concorrenza dei paesi alpini porterebbero ben pochi a trascorrere le vacanze invernali nel paese delle cicogne. Ma non bisogna farsi irretire dalle superstizioni ed ecco che allora vi proponiamo come meta per la settimana dal 2 al 9 gennaio la cittadina di Zakopane, situata all’estremo sud del paese a pochissimi chilometri dal confine con la Slovacchia. Zakopane rappresenta per i polacchi quello che per molti di noi italiani nell’immaginario collettivo rappresenta Cortina d’Ampezzo. Zakopane, infatti, è una meta turistica molto ambita: nel suo comprensorio si trovano le maggiori stazioni sciistiche del paese ed è relativamente facile da raggiungere essendo situata a poche decine di chilometri da Cracovia. Per la sua particolare posizione, alla base dei monti Tatra, è meta fissa di almeno 1 milione e 500 mila turisti ogni anno. La cittadina era nata come centro minerario e siderurgico, salvo poi essere riconvertita in centro turistico di estrema rilevanza già a partire dagli anni 30′, quando le bellezze dei luoghi stimolarono la nascita di una sorta di primitivo turismo interno. Le caratteristiche case in legno fanno da tipico scenario a questa cittadina che con la caduta del Regime Comunista ha conosciuto un autentico “boom”. La città conta ora 30000 abitanti, ma nei periodi di maggiore affluenza la cifra praticamente viene triplicata sia dall’amore viscerale dei polacchi per gli sport invernali, sia (e può parere strano) per la cucina. Sono infatti tipiche della zona di Zakopane alcune delle prelibatezze più conosciute della cucina polacca: in particolare è proprio nella zona di Zakopane che si produce l’Oscypek, un formaggio duro estremamente saporito che viene prodotto esclusivamente con latte di capre di montagna della zona. L’Oscypek nel 2008 è stato il primo alimento della cucina tradizionale polacca a ricevere la denominazione di origine protetta (DOP). E se l’idea di prendere freddo e mangiare formaggio per i primi giorni dell’anno non vi stuzzica, sappiate che nella zona attorno a Zakopane sono presenti anche diverse SPA, che non hanno proprio nulla da invidiare a quelle nostrane e spesso sono molto più convenienti.

2. Febbraio – Viaggio Sulle Strade dell’ultimo bisonte
Da un punto di vista naturalistico la Polonia è un paese ricchissimo. Una delle attrazioni maggiori del paese è sicuramente il Parco Nazionale di Bialowieza, uno degli innumerevoli parchi nazionali presenti in territorio polacco. La peculiarità di questo parco è dovuta alla presenza nel suo territorio di diverse centinaia di esemplari di uno dei più antichi abitanti delle foreste del nostro continente, vale a dire il Bisonte europeo. Questo animale che nel resto d’Europa è di fatto scomparso, continua invece a proliferare in questo Parco situato al confine con la Bielorussia grazie alla salvaguardia di un popolo che ha da sempre apprezzato enormemente la natura e che nonostante le tante vicessitudini storiche e politiche non ha mai smarrito uno straordinario senso di amore per tutto ciò che è bucolico. La zona dove il parco è situato non è di facile raggiungimento, essendo a parecchi chilometri di distanza dai principali centri della zona, ma lo sforzo può valere in termini di emozioni: infatti semplicemente avvistare un bisonte nel mezzo di una foresta secolare che ha visto passare eserciti e re può valere le ore di viaggio. Quindi copritevi bene, e apprestatevi ad una delle esperienze di viaggio più strane che si possano fare nel nostro Vecchio continente.

3. Marzo Viaggio nei dintorni di Cracovia: Le Miniere di Wieliczka e il Museo di Auschwitz
Tralasciando ad altri periodi dell’anno più favorevoli la visita della città turisticamente più in voga di Polonia, ci limitiamo a consigliare alcune delle zone di più alto interesse nelle sue vicinanze. In primis le meravigliose miniere di sale di Wieliczka, patrimonio dell’umanità dal 1978. Si tratta di una delle miniere di sale meglio conservate al mondo, con oltre 300 km di cunicoli che serpeggiano fino a 350 metri sotto il livello del mare, su nove diversi piani. Quelli aperti al pubblico sono soli i primi tre, per un totale di 2 km di camminata ma già sono sufficienti per capire la qualità di un’opera a dir poco eccezionale. Le miniere, infatti, sono un autentico monumento all’ingegno umano: i minatori scavando hanno creato sale dalle svariate prerogative e ciò ha fatto sì che quello delle miniere di Wieliczka rappresenti uno dei musei più unici al mondo. Infatti fa parte del tragitto aperto ai visitatori del museo anche la cappella della Beata Kinga, una vera e propria chiesa scavata interamente nel sale dall’altezza di oltre 12 metri. Uno dei monumenti in assoluto più stravaganti che l’uomo abbia creato in millenni di storia.
Dall’altro lato della medaglia, invece, proprio a testimoniare quanto l’uomo sia stato capace di fare nel corso della storia dai progressi più marcati alle assurdità più atroci, ecco che a pochi km dalle miniere troviamo il museo di Auschwitz e qui le parole non bastano. Visitarlo in un giorno di nebbia (qui è di casa) è un viaggio nelle pagine più nere della nostra storia.

4. Aprile – Lublin e la città rinascimentale di Zamosc
Nella parte orientale della Polonia si trova l’antica città di Lublin, un importante centro universitario e industriale nonché un autentica città di confine, sorgendo essa poco distante dal territorio ucraino. Da questa città che non regala certo scenari epici ma che riassume in sè molto della storia polacca è facile raggiungere Zamosc, una cittadina di epoca rinascimentale interamente costruita secondo il concetto di “città ideale” di quel periodo. L’architetto della città voluta da Zamojski fu il padovano Bernardo Morando e proprio a lui la città deve il suo appellativo di “Padova del Nord“. Merita quindi una visita, tanto più che nei suoi pressi sorge anche uno dei più bei parchi naturali polacchi, la riserva di Roztocze che ospita oltre 58 specie di mammiferi e più di cento diversi tipi di uccelli. Insomma cultura e natura in questa zona polacca fuori dalle orbite del turismo di massa la fanno di gran lunga da padroni.

5. Maggio – Laghi Masuri
Famosi in Italia esclusivamente per essere stati teatro di alcune tra le battaglie più importanti della prima guerra mondiale, i Laghi Masuri sono oggi una delle zone di villeggiatura più frequentate dai polacchi. In un quadro verdissimo, la terra e le colline è come cadano negli innumerevoli specchi d’acqua che punteggiano la zona. Situata a metà strada tra Varsavia e Gdansk, la zona dei laghi Masuri sta conoscendo un vero e proprio boom per quanto concerne la “green economy” con tanto di tragitti da fare in bici o a piedi o ancora meglio in canoa, visto che molti laghi sono collegati tramite un ingegnoso percorso di canali. Le strutture turistiche stanno letteralmente spuntando come funghi e nella stagione del disgelo è facile trovare migliaia di persone affollare i locali notturni dei centri più importanti come Olsztyn e Gizycko. Ma la vera essenza di questi luoghi la si scopre nelle lunghe passeggiate nei campi e nelle dolci colline di una terra magica, dove si può realmente riscoprire il piacere di una camminata al sole, inframmezzata da una bella sosta in qualche locanda dal nome impronunciabile ma dalla sostanza di una cucina corpulenta e mai troppo leggera. Probabilmente uno dei luoghi più caratteristici della Polonia intera.

6. Giugno – Gdansk, Gdynia e Sopot
Quando le giornate iniziano ad allungarsi e il sole rallenta la sua corsa, ecco che viene il momento di recarsi a nord, sul Mar Baltico a fare incetta di raggi ultravioletti, ma soprattutto a visitare le tre città gemelle di Gdansk (Danzica), Gdynia e Sopot. Ognuna con le sue diverse peculiarità ma tutte situate nell’arco di una trentina di chilometri, queste città raccolgono alcune delle migliori qualità di una Polonia in costante crescita economica e sempre più giovane. Se Gdansk è da tempo una famosa meta turistica, sulle rotte delle maggiori compagnie low cost europee lo si deve sia alle sue bellezze architettoniche, sia alla sua storia, sia a uno stile di vita che ne fa una delle tre capitali polacche del divertimento assieme alla capitale Varsavia e a Cracovia. Il centro cittadino è molto caratteristico, con parecchi bar e ristoranti tipici, mentre tutta la città gravita attorno all’università, una delle più antiche del paese. La città anseatica regala diversi luoghi di pubblico interesse e le sue strade testimoniano una storia millenaria e affascinante. A Gdansk si contrappone invece la città di Gdynia, una volta sede dei cantieri navali, ma ora in grande crescita culturale con la sua vasta offerta di opere teatrali e il suo boom anche architettonico che ne fanno una delle città più care e di conseguenza ricche dell’intera Polonia. Infine Sopot è la classica meta di coloro che per sfuggire ai ritmi della città si rifugiano in un centro balneare con spiagge bianche spezzate dal molo più lungo d’Europa per interminabili passeggiate sotto un sole che brilla per ore e ore interminabili. Durante l’estate svariati festival musicali e happening sono di casa sulle sconfinate spiagge della “Portofino” polacca. Da Gdansk, e sempre in giornata, si può anche visitare il castello di Malborg, uno dei più grandi e meglio conservati di Europa. Insomma un lungo week-end sul Baltico può davvero fornirvi un immagine della Polonia completamente diversa da quella che avete in mente.

7. Luglio – Varsavia
Cosa dire di una delle capitali più sottovalutate a livello turistico nell’intero panorama europeo? Per prima cosa che è una città magnifica, da visitare senza una guida in mano ma facendosi trasportare dalle emozioni e dalle regole di una città che davvero in alcune sue zone non dorme mai. Gli immensi e verdissimi quartieri popolari della periferia fanno da contrapposizione alle zone più centrali dove lo stile socialista ha lasciato vere e proprie autostrade che dividono la città in lungo e in largo. La Vistola (Wisla) separa la città e la rende interminabile per estensione e per colpo d’occhio. Se la visitate in questo periodo, consigliamo di prendere una bici a noleggio e iniziare a macinare i chilometri di una città che non mancherà di stupirvi: ogni zona ha una differente anima, dalla popolare Praga -brutta, sporca e “cattiva”- all’elegante Saska Kempa con il nuovo Stadium Narodowy a dominare sull’elegante quartiere diplomatico di Ulica Francuska costellato di ristoranti di ogni cucina dalla Vietnamita alla Russa, dalla Francese alla Thailandese. Attraversando il fiume, poi, ecco il centro pulsante della città con Ulica Nowy Swiat pronta a stordirvi soprattutto nel week-end con migliaia di giovani che si riversano in strada per gli immancabili shot di Wodka, mentre per chi vuole del sano romanticismo a poche centinaia di metri quella che era la città vecchia riposa dopo le bombe tedesche e la ricostruzione dopo le macerie. Infatti Varsavia in questa parte è interamente ricostruita e questa è la peculiarità della Parigi dell’Est: dal lato ovest, niente è sopravvissuto alle bombe della seconda guerra mondiale e una visita al Museum Powstania Warszawskiego (il museo della resistenza di Varsavia) vi farà capire quanto abbiano inciso le dominazioni prima tedesca e poi russa sulla storia e sull’urbanistica di una città che rischiava davvero di sparire dalla faccia della terra. E invece i suoi grattacieli circondano il palazzo della Cultura (vero simbolo degli anni passati sotto il Cremlino), spiccando nel cielo terso e rendendo costante la sfida di una città sospesa su un filo, tra un progresso irrefrenabile e una storia fatta di tanti, forse troppi drammi. Da vedere e portare nel cuore.

8. Agosto Sulla Strada
Il modo migliore di conoscere un paese dell’estensione della Polonia è sicuramente girarlo a bordo di una macchina. Se poi è estate, ancora meglio, perché i colori e la natura possono così facilmente invitarvi a lunghe scampagnate alla ricerca di un lago nascosto, di una foresta ancora vergine. L’anima della Polonia, infatti, è fortemente rurale e per quanto le città siano ormai il fulcro economico e politico non bisogna dimenticarsi mai di come al di fuori di esse scorrano sconfinate campagne, costellate di paesi tutti ugualmente inutili e forse anche poco ospitali ma che sono testimonianza viva di un passato povero e fatto di cose semplici. Prendendo una qualsiasi strada statale che vi allontani da un grande centro, vi accorgerete di come il progresso non abbia ancora investito alcune zone del tutto fuori dalle rotte della crescita. Zone fertili, di un verde che durante le prime ore del giorno abbaglia da quanto è forte, macchiate di quando in quando da una fabbrica o da un centro abitato dal dubbio gusto architettonico. Insomma un viaggio da fare una volta per ricordarsi come niente sia poi come sembra in superficie.

9. Settembre – Wroclaw (Breslavia) e Karpacz
L’autunno polacco è anche denominato stagione dell’oro. E non è una caso; infatti il lento passaggio da una stagione all’altra regala nelle campagne un tripudio di colori che non cessa fino alla metà di novembre, quando ormai l’inverno fa capolino e rende tetre e spoglie regioni prima luminose e vive. Motivo questo per non limitarsi alla visita di una città ma per approfittarne anche per almeno una giornata da vivere nei boschi o sulle montagne. Breslavia offre proprio questa possibilità: la città è da sempre considerata un pezzo di Germania in terra polacca e per storia e architettura non si possono non notare molte somiglianze con alcune città teutoniche. Ma dal secondo dopoguerra Breslavia è a tutti gli effetti la capitale della regione della Slesia, una terra di confine che ha conservato molte delle sue specificità, dalla lingua (un mix di fatto tra tedesco e polacco con alcune influenze fortemente dialettali) alla cucina passando per arte e cultura. Breslavia (nome polacco Wroclaw) è una città viva con una delle università più antiche del paese ed è attraversata da diversi fiumi che la rendono particolarmente piacevole nei periodi ancora assolati di settembre, quando è costume locale passeggiare sugli argini dell’Oder e concedersi una birra prima che il freddo torni a sferzare le sponde del fiume. Il centro di Breslavia è piacevole e lo si gira facilmente a piedi in una giornata. Poi si consiglia di dirigersi poco più a sud: a una quarantina di chilometri ecco che iniziano le prime propaggini della catena montuosa dei Sudeti, uno dei sistemi montuosi più antichi d’Europa con cime che raramente superano i 1600 metri ma che costeggiano a lungo il confine tra Polonia e Republica Ceca. In questa zona sorge il piccolo centro abitato di Karpacz: un centro turistico ricco di SPA e dal quale si può partire per le diverse attività sportive che consente il territorio: da lunghe passeggiate a cavallo, al trekking o mountain bike fino a bagni in laghi ghiacciati. Insomma un posto degno di una due giorni fra natura e relax, lontani dallo stress del viver quotidiano.

10. Ottobre Bieszczady
Questa è una chicca per avventurieri e gente che cerca sentieri scomodi. La zona denominata Bieszczady costituisce di fatto la zona di confine tra Polonia, Slovacchia e Ucraina. In questa regione montuosa, si trova forse uno dei posti più inospitali dell’Europa attuale. La densità di popolazione la dice lunga sull’aspetto di queste lande desolate situate nei Carpazi orientali: appena un abitante per chilometro quadrato. Ma non bisogna pensare male, semmai è da ritenere uno dei posti più unici del Vecchio continente sia dal punto di vista del paesaggio sia per quanto riguarda flora e fauna. Sono pochi i sentieri percorribili nel Bieszczady Park Narodowy (Parco Nazionale di Bieszczady), ma ognuno può condurre a un pericolo o a una nuova scoperta: abitano la zona serpenti, orsi, lupi, linci, volpi e sono completamente liberi, senza alcuna protezione. Gli abitanti della zona convivono con questa natura forte, cattiva e violenta. Non essendoci strade percorribili in macchina per chi non risiede nelle zone abitate, l’unico modo di entrare in contatto con questi paesaggi dai colori assurdi e dalle pazze sfumature è camminare lungo sentieri sospesi nella sensazione di un silenzio a tratti straziante. E non è raro sentire un ululato e avere voglia di trovarsi altrove. Non per tutti, ma per lupi solitari come noi di Urban Post un luogo da vedere nella vita. Riscoprendo antiche paure.

11. Novembre – Torun
L’anno sta per terminare non ci resta che visitare le ultime Meraviglie polacche. Senza esserci fatti mancare niente tra natura, mare, laghi e montagna ecco che si torna in città per gli ultimi due appuntamenti. Il primo riguarda Torun, piccolo centro abitato, sulle rive della Vistola, che diede i natali a Copernico. Il centro è il più gradevole esempio di architettura medievale polacca e anche la casa di Copernico rappresenta un luogo da vedere. Ma più che altro è l’esperienza di camminare e bersi una bella birra nel delizioso centro della città a valere il motivo di una visita a questa cittadina che rappresenta una sorta di Parma in miniatura. Tanta musica per le strade, un ottimo teatro e immancabilmente con l’avvicinarsi del Natale ecco spuntare i classici mercatini tesi a scaldare le vie ciottolate di una città nella quale sembra ad ogni passo di tornare indietro nel tempo, in un mondo forse più violento ma anche più gentile.

12. Dicembre – Cracovia
E last but not least ecco a voi Cracovia. Ovvio che sia quella più conosciuta essendo da anni una meta molto frequentata da giovani e meno giovani. Ma resta assolutamente una città da non perdere soprattutto nel periodo natalizio, quando le sue piazze si riempiono di bancarelle che vendono prodotti tipici e i suonatori affollano le strade fredde di una città da sempre al centro di mille traversie. E’ considerata la capitale storica della Polonia, in essa si trova l’Università Jagiellonica, la più antica e rinomata del paese. E’ in assoluto il luogo di maggiore attrazione turistica, visto che mediamente ogni anno più di otto milioni di persone visitano la città che vide Karol Wojtyla nelle vesti di vescovo tra il 1964 e il 1978, prima che diventasse Papa. Nel suo castello (Wawel) è custodita una delle opere più famose di Leonardo da Vinci: ovvero la Dama con l’Ermellino. E’ stata la prima città europea ad essere insignita del titolo di Patrimonio dell’Unesco nell’ormai lontano 1978 e il suo centro rappresenta sicuramente uno dei luoghi più magici dell’Europa intera. Insomma non saremo noi a farvela scoprire, ma solo il vostro cuore se mai dovesse portarvi in questa città da cartolina. Da non perdere una visita nella zona ebraica di Kazimierz, appena fuori dal centro storico, e una bevuta di vodka in uno degli innumerevoli bar che si addensano lungo le strade del centro. Latte e vodka con un pizzico di liquore a base di nocciole, e la Polonia è in tasca.

In apertura: Torun, tramonto sulla Vistola – Image Credit: Patryk Kosmider/Shutterstock.com

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