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Il “pane sospeso”, l’iniziativa di solidarietà nata dal caffè

“Ne pago uno e ne lascio uno sospeso”. Il caffè sospeso è forse una cosa d’altri tempi, probabilmente di origine meridionale. Ma tant’è. E’ il gesto che conta. Si tratta di bersi un caffè al proprio bar e al momento di pagarlo farsi battere lo scontrino doppio. Dunque, un caffè rimane “sospeso”. E chi lo prende? Chi non se lo può permettere, che entra nel bar e chiede “C’è un sospeso?”. Qui le redini dell’educazione passano al barista. Offrire comunque un caffè all’uomo bisognoso che ha di fronte, oppure guardare solo ai sospesi effettivi.

Pane

A San Colombano al Lambro, al centro esatto della pianura padana, tra Piacenza, Cremona, Lodi e Pavia, c’è la panetteria “Da Carmine”. Il titolare, Carmine stesso, ha recuperato l’idea del sospeso, ma non avendo macchinette del caffè, si è adattato e ha ricondotto l’iniziativa di solidarietà ai suoi termini più caritatevoli: dare un pezzo di pane a chi ne ha bisogno. Lui si autotassa di 5 kg. Un successone che lo stesso Carmine spera possa trovare degne imitazioni da parte di altre panetterie, ma anche in altri negozi.

La cosa che più fa sorridere è che tutto il pane che esce dal suo negozio è regolarmente scontrinato, perchè prima di iniziare questa pignatta dell’aiuto, Carmine ha chiamato la Guardia di Finanza! “Come devo fare per essere in regola?”.

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