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14 agosto 1956: muore Bertolt Brecht, grande drammaturgo e regista teatrale

Il pensare è uno dei massimi piaceri concessi al genere umano“, scrisse tanti anni fa Bertolt Brecht, grande drammaturgo e regista teatrale. Nato il 10 febbraio 1898 ad Augsburg, in Baviera, cominciò le sue esperienze nel mondo del teatro fin da giovanissimo, ispirandosi all’Espressionismo. La sua vita fu breve ma intensa: morì a soli 58 anni, stroncato da un infarto cardiaco.

Figlio di una famiglia benestante, Bertolt aderì subito allo schieramento marxista, sviluppando poi la teoria del “teatro epico”, secondo la quale lo spettatore che vede un’opera teatrale deve mantenere un distacco critico; stessa cosa vale per l’autore, che deve creare, attraverso la sua rappresentazione, un effetto di straniamento. Grande successo ebbe la sua “Opera da tre soldi”, una rappresentazione ricca di colpi di scena e accompagnata da incantevoli melodie.

Brecht fu un uomo molto critico della società del tempo e allo scoppio della guerra fu costretto a scappare dalla Germania. Passò 15 anni in giro per il mondo, trovando dimora fissa negli Stati Uniti. Le sue polemiche non furono gradite nemmeno agli americani, cosa che lo costrinse ad abbandonare il paese e a trasferirsi nella Repubblica Democratica Tedesca. Qui diede vita alla compagnia teatrale “Berliner Ensemble“, che diventerà famosissima in tutto il mondo. Le sue idee marxiste lo misero in contrapposizione a diversi personaggi del tempo, causandogli una vita non facile in qualsiasi luogo da lui abitato.

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