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15 agosto 1969, inizia Woodstock: ecco le curiosità del festival rock che ha segnato la Storia

Come dimenticarsi Woodstock? Anche se molti dei lettori probabilmente sono troppo giovani per averlo vissuto, la fama del festival rock più acclamato di tutti i tempi ha lasciato un segno indelebile della Storia, diventando nell’immaginario collettivo una delle espressioni più celebri della cultura hippie.

Era il 15 agosto 1969 quando nella piccola Bethel appartenente allo stato di New York aprì i battenti il Festival di Woodstock3 Days of Peace & Rock Music” all’insegna di allegria, pace, libertà e naturalmente tanto buon rock, con nomi del calibro di Jimi Hendrix, The Who, Joe Cocker. Ma quali sono gli aneddoti e le curiosità legate all’evento che forse non tutti conoscono? Eccoli svelati da UrbanPost.

1. 400mila è il numero dei giovani che partecipò all’evento: si tratta di un numero incredibile, ancora di più perché in realtà il festival era stato concepito come un evento provinciale. L’afflusso di persone si accompagnò a un traffico massiccio che paralizzò a lungo la circolazione sulle autostrade.

2. Al contrario di quello che si potrebbe pensare, sono tanti gli inviti respinti. John Lennon era stato contattato perché si esibisse con i Beatles (che si scioglieranno ufficialmente l’anno successivo), ma il cantante rispose che si sarebbe presentato con la band solo se avessero fatto esibire anche Yoko Ono con la Plastic One Band, al che gli organizzatori si rifiutarono perché quest’ultimo gruppo non poteva essere considerato al livello degli altri musicisti presenti. Anche i Led Zeppelin – che non volevano essere una qualunque “band in scaletta” – rifiutarono l’invito, così come i Doors, che proprio in quel periodo, a causa dei guai con la legge e dei problemi con la droga di Morrison, avevano annullato una serie di date in programma. La band canadese Lighthouse, in scaletta, all’ultimo momento decise di non presentarsi perché non repotata il palco di Woodstock un buon palcoscenico.

3. John Sebastian lasciò il pubblico da un momento all’altro, dopo aver ricevuto la notizia che la moglie aveva partorito, mentre i The Who cominciarono a esibirsi alle 4 del mattino, a causa – si vocifera – delle liti con gli organizzatori del festival per la paga pattuita;

4. Nel corso dei tre giorni, si verificarono due morti e, pare, due nascite. A morire furono un ragazzo, forse a causa di un’overdose di eroina, e un altro che venne investito da un trattore mentre dormiva in un sacco a pelo in un campo limitrofo. Le nascite? Una (forse) in un elicottero (che ad un certo punto pare essere divenuto l’unico mezzo che permetteva di raggiungere la location) e l’altra in una macchina in coda.

5. Il redattore Barnard Collier del New York Times insistette per raccontare la storia del concerto come un momento di “pace e amore”, opponendosi alle insistenze dei capo redattori, che invece avrebbero voluto che l’evento venisse dipinto come una “catastrofe sociale in corso”.

6. Non tutti, comunque, sono dell’avviso che Woodstock è un grande momento da ricordare. Panorama.it riporta stralci dell’intervista a Eddie Kramer, produttore che lavorò all’evento, in cui il concerto viene dipinto come un covo di “500 mila strafatti” e un “caso eccezionale di perdita collettiva di controllo”. Che forse – verrebbe da pensare – anche per questo è passato alla storia.

In apertura: Il discorso di Swami Satchidananda all’avvio del Festival

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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