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15 aprile 1967, moriva Totò: ecco alcune curiosità sul Principe della Risata

Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio, in arte Totò, è stato il più grande comico della commedia italiana, non per niente è stato soprannominato Principe della Risata. Non tutti sapranno che Totò era figlio di N.N, in quanto nato dalla relazione clandestina tra Anna Clemente e il marchese Giuseppe De Curtis, che lo riconobbe come figlio suo soltanto quando Totò aveva già compiuto 21 anni. I suoi titolari nobiliari, abbastanza esagerati, li aveva ottenuti pagando un nobile napoletano affinché lo adottasse. Ma come egli stesso raccontava, sentiva un forte bisogno di identità e di riscatto per la sua difficile vita giovanile. Concluse le elementari fu iscritto al collegio. Qui fu colpito involontariamente con un pugno da uno dei suo precettori, episodio che caratterizzò la sua “maschera avendogli leggermente modificato i connotati.

Totò ebbe la sfortuna di nascere in periodo di guerra, si arruolò quindi come volontario. Giunto alla stazione di Alessandria fu avvisato dal comandante che avrebbe dovuto condividere la propria cuccetta con dei soldati marocchini con strani comportamenti sessuale. A quel punto Totò, sfruttando le già evidenti capacità di attore, simulò un attacco epilettico evitando così di partire per la Francia. Totò amava le donne alla follia, e le donne amavano Totò. Si racconta che pochi secondi prima di andare in scena, con lo sguardo cercava la ragazza più bella a cui poter dedicare lo spettacolo. Anche per questo motivo nei suoi camerini c’era sempre un divano.

Una questione che ha incuriosito molte persone riguarda il pensiero politico di Totò. Secondo persone a lui vicine era di idee profondamente anarchiche e contro qualunque forma di dittatura. Nonostante fu fotografato con la cimice (distintivo del partito fascista).Totò fu però costretto dal regime fascista a posare per quella foto con l’intento di “punire l’audacia del comico, infatti era solito prendersi gioco del regime stesso. A testimonianza della sua grande arte, Totò ha partecipato al Festival di Sanremo, come autore prima e come membro della commissione poi. Nel 1954 scrisse la canzone “Con Te” interpretata da Achille Togliani che arrivò in finale piazzandosi al nono posto. Un grande successo per un autore che di musica ne sapeva poco.

Parlare della grandezza di Totò a livello cinematografico e teatrale è abbastanza futile. Basta citare solo alcuni numeri della sua straordinaria carriera: 40 spettacoli teatrali e 97 film in 39 anni di lavoro. Senza contare tutte le volte in cui ha lavorato come autore. Fiore all’occhiello del cinema italiano che fu, resta comunque uno degli attori più visti in Italia, quasi 250 milioni di spettatori, e tra i più conosciuti al mondo. E sicuramente Totò, può essere considerato un vanto per il nostro Paese.

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