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18 marzo 1944: ultima eruzione del Vesuvio

Il 18 marzo del 1944, in piena Seconda Guerra Mondiale, il Vesuvio, l’enorme Vulcano che sovrasta il Golfo di Napoli, ha eruttato per l’ultima volta. Sono 72 anni che il gigante rimane in uno stato di quiescenza, ma quel giorno di marzo è rimasto nella storia di Napoli e di tutta Italia.

C’è ancora moltissima paura per un suo eventuale risveglio, l’Osservatorio Vesuviano ha in dotazione strumenti sempre più all’avanguardia ma, ovviamente, è difficile riuscire a capire quando avverrà. Quel lontano 18 marzo 1944, persero la vita 47 persone. Altre 12 mila furono evacuate e tutti i raccolti attorno alla valle andarono persi. Il tremore sismico, i paesi distrutti totalmente o in parte, fontane di lava che fuoriuscivano dalle strade.

L’anidride carbonica gettata fuori dalla bocca del Vesuvio rese l’aria circostante irrespirabile e pericolosa. La scrittrice Maria Orsini Natale ricordò quel giorno nel suo libro intitolato La bambina dietro la porta. Non ci fu nulla da fare anche per la Funicolare del Vesuvio. Molte persone scomparvero fra lava e cenere e i ricordi, a distanza di 72 anni, sono ancora vivi nella mente delle persone.

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