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2 gennaio 1960: moriva Fausto Coppi, ecco qualche curiosità sul Campionissimo

Il 2 gennaio 1960 moriva il grande Fausto Coppi che, a soli 41 anni, veniva stroncato dalla malaria diagnosticata con colpevole ritardo. Coppi aveva contratto il male durante un viaggio in Alto Volta (l’attuale Burkina Faso) dove si trovava in occasione di una corsa ciclistica. Durante la notte, insieme al suo compagno di stanza Geminiani, Coppi fu assalito dalle zanzare portatrici del virus. Geminiani, dopo otto giorni di coma, riuscì a salvarsi. Per sua fortuna i medici riconobbero immediatamente il problema. I medici italiani, con tono arrogante, non vollero ascoltare il parere dei parenti di Geminiani, i quali telefonarono dalla Francia, convinti che Coppi avesse soltanto un’influenza molto forte.

Fausto Coppi ebbe un rapporto particolare con l’Africa. Infatti, nel 1943, fu fatto prigioniero dagli inglesi a Capo Bon e rinchiuso a Megez El Bab, poco distante da Algeri. Dopo la guerra, Coppi si sposò,  dopo alcuni anni passò alla cronaca per la relazione con la “Dama Bianca”, che fece tanto scalpore nell’Italia postbellica. La “Dama Bianca” (appellativo datole da un giornalista francese) era Giulia Occhini, moglie di un appassionato tifoso di Coppi, conosciuta mentre il marito chiese un autografo al Campionissimo. La relazione fu portata anche in tribunale con le accuse di adulterio e abbandono del tetto coniugale. Alla fine i due si sposarono in Messico, matrimonio che in Italia non fu mai riconosciuto. Il secondo figlio di Coppi, Angelino, nato dalla relazione con la Dama Bianca fu fatto nascere in Argentina in quanto l’ex marito della Occhini non voleva disconoscerne la paternità.

Molti non sapranno che dopo la sua prima gara, nel 1937, Coppi aveva anche pensato di abbandonare la bicicletta a causa dello sfortunato ritiro per una foratura. La prima squadra a credere in lui è stata la Legnano, in cui vinse il Giro d’Italia al primo anno da professionista, ai danni del favoritissimo Gino Bartali. 53 vittorie di Coppi, su 110 disputate,  sono state ottenute per distacco grazie alle sue grandi abilità da passista. Tra le più grandi imprese di Coppi si ricordano: la Cuneo – Pinerolo del Giro ’49 (vantaggio 11’52”), una al Giro del Veneto (8′) e la Milano – Sanremo del ’46 (14′). Proprio durante la Cuneo Pinerolo Mario Ferretti scolpiva queste parole nella leggenda: “E’ un uomo solo al comando, la sua maglia è biancoceleste, e il suo nome è Fausto Coppi.” 

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