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2013, “la caduta degli dei” con i casi Pistorius e Armstrong

La storia del 27enne atleta sudafricano Oscar Leonard Carl Pistorius, campione paraolimpico  2014 sui 200 metri piani e nel 2008 sui 100, 200 e 400 metri piani, aveva commosso il mondo.  Soprannominatol’uomo più veloce senza gambe” (the fastest man on no legs) e “Blade Runner”, pur avendo subito l’amputazione di entrambe le gambe, ha sostenuto una battaglia per competere con gli atleti normodotati. Lui, grazie alle sue particolari protesi in fibra di carbonio, denominate ‘cheetah’ (ghepardo) aveva dimostrato di poter ottenere degli ottimi risultati. Poi la “favola bella” dell’atleta che non si arrende alle avversità si è trasformata in un incubo. Il 14 febbraio 2013 viene arrestato e interrogato dalla polizia di Pretoria con l’accusa di omicidio colposo per aver sparato, uccidendola, la propria fidanzata, la modella trentenne Reeva Steenkamp. Dopo otto giorni di carcere e alcune udienze processuali, il 22 febbraio, gli viene concessa la libertà su cauzione. Ed è così che il 28 marzo l’Alta Corte del Tribunale di Pretoria concede a Pistorius la libertà di poter viaggiare all’estero. Lance Armstrong

Se il caso Pistorius è più legato alle sfera privata, non meno sconvolgente è la caduta di Lance Armstrong che colpisce nel profondo, perché va a sgretolare la purezza dell’essenza di uno sportivo. Lui più di tutti, incarnava l’eroe che vinceva la fatica fisica e le intemperie, l’uomo che  ha sconfitto il male incurabile, il mito capace di salire sulla vetta più alta del ciclismo per ben sette volte. L’uomo di ferro si è scoperto d’argilla, frantumandosi sotto il peso dell’accusa più infamante, purtroppo da lui stessa confermata. Ed è così che, durante una drammatica intervista con Oprah Winfrey, il texano ha ammesso per la prima volta di aver fatto uso di sostanze dopanti sia durante il periodo in cui ha vinto i suoi sette Tour de France, sia durante il periodo precedente al cancro.

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