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21 maggio 1859: nasceva Sir Arthur Conan Doyle, padre di Sherlock Holmes

Quest’oggi Urban Memories celebra i 146 anni dalla nascita di Sir Arthur Conan Doyle, uno dei più grandi scrittori dell’800 che, insieme a Edgar Allan Poe, viene considerato il padre del giallo e del fantasy. All’età di 28 anni, aprì nel Southsea, sobborgo di Portsmouth, uno studio medico che però non ebbe una grande fortuna. Complici i grandi ritagli di tempo libero, Conan Doyle iniziò a scrivere alcuni racconti. Non avrebbe mai immagino che le avventure di un detective dal fisico asciutto avrebbero riscosso tanto successo, fino a diventare uno dei personaggi più letti e amati dei giorni nostri. Ovviamente, stiamo parlando di Sherlock Holmes.

Il primo romanzo in cui Sherlock Holmes fa la sua comparsa è “Uno studio in rosso” del 1887, in cui il narratore, il dottor Watson, personificazione dello stesso Doyle, presenta il detective e la nobile arte della deduzione, di cui Holmes è un grande esperto. Tre anni più tardi è la volta de “Il segno dei quattro” che renderà famosi Doyle e Holmes in tutto il mondo. Nonostante Sherlock Holmes lo avesse reso famoso in tutto il mondo, Sir Doyle non amava particolarmente il suo personaggio perché diventato più famoso di lui.

Conan Doyle era maggiormente attratto da altri generi letterari come l’avventura o il fantastico, per non parlare delle opere di ricerca storica. Amante della storia, fu cronista di guerra sia durante la guerra anglo-boera del 1902 in Sudafrica, dove scrisse “The Great Boer War” che gli valse il titolo di baronetto, sia durante la Grande Guerra. Lo stesso Doyle confessò che scrisse più opere su Sherlock Holmes di quanto avesse voluto, lo fece soltanto perché implorato dai suoi amici. Sir Arthur Conan Doyle si spense nel suo letto all’età di 71 anni lasciando in eredità un’enorme quantità di capolavori, ma soprattuto lascia in eredità Sherlock Holmes quel figlio, non troppo amato, che lo ha reso immortale.

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