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23 novembre 1980: 36 anni fa il devastante terremoto in Irpinia

Trentasei anni fa, il 23 novembre 1980, l’Italia veniva colpita da una tragedia immane: il terremoto in Irpinia. Un sisma devastante quello che interessò l’area del sud Italia, tra la Campania centrale e la Basilicata centro-settentrionale, classificato come uno dei peggiori del ‘900. Fu un’ecatombe: quasi 3mila morti, circa 300mila persone rimaste senza casa.

Alle ore 19.34 di domenica 23 novembre del 1980 l’inferno: una scossa di terremoto caratterizzato da una magnitudo del momento sismico di circa 6.9, corrispondente a 6.5 della scala Richter e del X grado della scala Mercalli. Vastissima l’area interessata dal terremoto, estesa per circa 17mila chilometri quadrati, dall’Irpinia al Vulture, tra le province di Avellino, Salerno e Potenza.

I maggiori danni si registrarono nei comuni di Castelnuovo di Conza, Senerchia, Calabritto, Conza della Campania, Sant’Angelo dei Lombardi, Laviano, Lioni e Santomenna, e arrivarono addirittura a Napoli. Un sisma dai numeri terrificanti: i morti accertati ufficialmente furono 2735 (ma altre fonti parlano di 2914 vittime), quasi 9mila i feriti. Il terremoto distrusse e/o danneggiò case, ospedali, farmacie, scuole, sedi comunali, stazioni dei carabinieri, la cui ricostruzione lenta e faticosa non fu scevra da illegalità e polemiche.

Discussi e affatto efficienti l’assistenza ai feriti e ammalati e il funzionamento della macchina dei soccorsi alle popolazioni terremotate; questo devastante terremoto diede un duro colpo alla attività economica (già precaria) della zona: fino a non molti anni fa molti terremotati vivevano infatti ancora nei container. Il monito del presidente della Repubblica, Sandro Pertini, per il ritardo nei soccorsi rimarrà per sempre impresso nella memoria degli italiani, così pure il suo appello in tv alla solidarietà collettiva del Paese.

Ferite indelebili, di cui l’Italia è piena. Cicatrici destinate a non guarire, e che ciclicamente si riaprono. Come non pensare infatti agli ultimi recenti terremoti che hanno causato la morte di centinaia di persone, come quello in centro Italia del 24 agosto scorso con epicentro ad Amatrice, costato la vita a 299 persone, replicatosi ancora più forte il 26 e 30 ottobre tra Marche e Umbria, e che tutt’oggi tiene le popolazioni del centro Italia con il fiato sospeso, per via dell sciame sismico che va avanti ininterrottamente.

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