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25 aprile 1945, il cinema omaggia la Liberazione italiana: 5 titoli da vedere

Il 25 aprile 1945 è una data da scolpire nel cuore di ogni italiano, la Liberazione dello “Stivale” è stato un evento cruciale della nostra storia e ci consente di essere, oggi, quello che siamo. Questa data, nel corso dei decenni, è stata commemorata con particolare attenzione e commozione: non solo eventi politici, non solo manifestazioni, ma anche spazi di cultura come il cinema d’autore italiano. Quando parliamo di 25 aprile 1945 e, nello specifico, della Liberazione Italiana, non possiamo fare menzione di un capolavoro cinematografico qual è stato “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, realizzato nel 1975 nonché ultimo lavoro scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini; la pellicola ebbe un enorme successo anche grazie all’omicidio, avvenuto venti giorni prima della presentazione di “Salò”, del compianto artista italiano. Recentemente, al 72^ Festival di Venezia, “Salò o le 120 giornate di Sodoma” è stato premiato come “miglior film restaurato” grazie al lavoro della Cineteca Bologna.

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Un altro titolo da menzionare, in onore del 25 aprile 1945 e del periodo della Resistenza, è quello realizzato nel 1980 dal regista Valentino Orsini e tratto dal romanzo di Elio Vittorini: “Uomini e no”, infatti, racconta le vicende di una Milano del 1944 in cui si prendono in esame la vita di un comandante “gappista”, dal nome “Enne 2” che vive una turbolenta storia di amore con “Berta”, donna a cui era legato prima della Resistenza e che aveva lasciato tre anni prima. Una storia controversa con il tema drammatico dell’amore ai tempi della guerra. Il giorno della Liberazione è stato commemorato, con particolare attenzione, anche dal regista Nanni Loy che, nel 1962, ha realizzato “Le quattro giornate di Napoli” prendendo spunto dal romanzo di Aldo De Jaco, “La città insorge: Le quattro giornate di Napoli”. Agli inizi degli anni ’60 questa pellicola fece clamore ed ebbe un successo internazionale venendo candidato come “miglior film straniero” agli “Oscar” senza, però, portare a casa la statuetta. Il film di Nanny Loy è stato dedicato a Gennaro Capuozzo, dodicenne ai tempi della Resistenza, capace di essere premiato come “medaglia d’oro al valore militare”.

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La Resistenza e la Liberazione descritta sempre da Nanny Loy in “Un Giorno da Leoni” del 1961 è, certamente, tra i capolavori del cinema italiano: grazie alla collaborazione con Alfredo Giannetti, infatti, il regista riuscì a realizzare un lavoro sublime trattando i temi relativi al giorno 8 settembre 1943, data in cui due amici, Danilo e Michele, separano le proprie vite per scelte differenti: uno si arruola, l’altro no per poi cambiare idea ed unirsi all’amico. Il film, inoltre, stando alle note di regia, è ispirato a una storia vera con un evento accaduto sul “Ponte Ariccia” e descritto minuziosamente da Pino Levi Cavaglione nel libro “Guerriglia nei Castelli Romani”. Per quanto riguarda la cinematografia recente, invece, sul tema della Resistenza e della Liberazione del 25 aprile 1945 dobbiamo citare, obbligatoriamente, “I nostri anni”, realizzato da Daniele Gaglianone e presentato, nel 2001, al Festival di Cannes. La pellicola racconta la vita di due ex partigiani che, decenni dopo, si ritrovano per vivere nuovamente quelle avventure con minuziosi ricordi da regalare alla società odierna.

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