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25 Novembre giornata internazionale contro la violenza sulle donne, “Non fate le crocerossine” #nonènormalechesianormale

Il 25 novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne ed è una giornata importante. Il 25 novembre è l’occasione per ribadire ancora una volta l’esistenza di un problema che non può essere ulteriormente ignorato né fatto passare di sottofondo. Guardando i dati più recenti, la violenza sulle donne è purtroppo un fenomeno ancora in crescita in tutto il mondo, una strage che non sembra arrestarsi. Il via alla campagna ideata dalla vice presidente della Camera Mara Carfagna: Non è normale che sia normale. Campagna che vede la partecipazione di molti volti noti dello spettacolo.

La campagna sui social

“Mobilitiamoci, diamo voce a chi la voce ormai l’ha persa, perché #nonènormalechesianormale” 

E’ così che scrive sui social Mara Carfagna, vice presidente della Camera, che ha presentato la campagna “Non è normale che sia normale” per la Giornata dell’Onu contro la violenza sulle donne del 25 novembre chiedendo a tutti di postare una foto o un video a sostegno dell’iniziativa.
I messaggi dei vip
Nel video presentato su Facebook dalla Carfagna, i messaggi di Fiorello, Barbara D’Urso, Alessandro Borghi, Annamaria Bernardini De Pace, Andrea Delogu, Maria Grazia Cucinotta, Vincenzo Salemme, Paola Turci, Anna Falchi, Bruno Barbieri, Noemi, Bianca Balti, Alessandro Roia, Francesco Montanari, Claudia Gerini.
Le statistiche parlano chiaro su quanto ci sia profonda necessità di una Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Secondo la stima dell’ Eures, nei primi 10 mesi dell’anno le donne uccise in Italia sono state 106, una ogni 72 ore. I dati legati alle molestie e alle violenze sono ancora più allarmanti: l’Istat infatti afferma che sono 6 milioni e 788 mila le donne che nel corso della propria vita hanno subito una forma di violenza sessuale o fisica. Senza contare gli abusi psicologici, gli episodi di stalking, e il diffamante hate speech sui social.

“Non fate le crocerossine, un uomo violento resta tale e non cambierà mai”

Queste le parole di Paolo Crepet, famoso psichiatra, sociologo e scrittore, che ha dedicato al femminicidio uno dei capitoli del suo ultimo saggio, Passione, edito Mondadori.
Un uomo dalla parte delle donne che ha stilato parecchi vademecum sull’argomento, utilissimo il suo 7 segnali per capire se stai vivendo un amore sano.
Ti amo, dunque ti rispetto è il concetto chiave su cui devono poggiarsi le basi di ogni rapporto umano, che sia un rapporto in di stampo amicale, lavorativo o passionale, anzi, soprattutto passionale. Parecchie donne sono state educate a pensare che l’amore passionale debba prevedere anche un possesso e quindi a diventare il naturale oggetto di gelosie, manipolazioni e ossessioni. Il controllo, non dovrebbe mai essere considerato matrice della scala dei valori atta a commisurare un sentimento – più sono geloso, più ci tengo a te – bensì essere valutato per quello che è, ossia un grosso, grossissimo, campanello d’allarme lampeggiante di colore rosso.
Si è oramai preso atto che se andiamo a stratificare i dati del femminicidio per provenienza culturale che questa violenza è più frequente negli strati della popolazione con cultura medio bassa. Perché essi sono quelli che non hanno elaborato ciò che è avvenuto in questi anni, l’evoluzione di genere, restando legati a un concetto di famiglia arcaica, che vede la donna ancora come sottomessa e l’uomo con un ruolo dominante.
Sono talmente tanti i casi di violenza denunciati, che ormai quasi non ci si fa più caso. A propagandare una sana informazione ci sono le forze dell’ordine, gli agenti della Polizia di Stato, saranno presenti nelle piazze italiane con stand di natura informativa e saranno inoltre a disposizione della popolazione per spiegare la loro attività quotidiana e sensibilizzare sul tema, oltre che illustrare le possibilità che le vittime di violenza hanno di essere sostenute, difese e protette se denunciano i maltrattamenti di qualunque natura.

Le parole di Osho

Se amate qualcuno, non storpiatelo. Lascia che il tuo amore si espanda, dona all’altro più spazio di quanto ne abbia mai avuto quando era solo. Nutritelo, ma non avvelenate il suo nutrimento, non possedetelo. Lasciate che sia libero, più libero di quanto non sia mai stato. In questo caso l’amore crescerà in una profonda intimità. Quando l’amore porta con sé la libertà, scende a profondità maggiori. In questo caso diventa preghiera. Diventa l’esperienza più elevata, suprema della vita.”

Mi capita spesso di leggere le parole scritte da qualcun altro e provare un senso di sentitissima invidia, quasi come se avessi voluto imbrigliare prima io quel concetto esposto così limpidamente.
Mai parole sentii più mie, mai parole mi resero così parte di un tutto, di una cerchia, mai un testo mi fece avvertire il dolore di un altro essere umano così nitidamente, pur essendo in chiave positiva, fa percepire tutto l’orrore da cui esso deriva, la necessità che l’ha spinto ad esistere.

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