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27 febbraio 1960: Adriano Olivetti, padre della macchina da scrivere, moriva 55 anni fa

Il nome di Adriano Olivetti è senza ombra di dubbio sinonimo di “macchina da scrivere”, nonostante nel corso degli anni abbia sviluppato un’industria che è andata al di là del singolo oggetto destinato a scrittori e giornalisti. Olivetti era nato a Ivrea ed è venuto a mancare ad Aigle il 27 febbraio del 1960 quando non aveva compiuto ancora cinquantanove anni. Ingegnere acutissimo, dotato di straordinaria intelligenza, figlio di Camillo che fu il fondatore della Ing c.Olivetti e C, la prima fabbrica italiana di macchine per scrivere.

La genialità di Adriano Olivetti si basava soprattutto sul fatto che tutto ciò che “usciva” dalla propria azienda doveva essere in funzione della comunità. Si laureò nel 1924 in ingegneria chimica al politecnico di Torino e dopo un periodo di formazione negli Stati Uniti entrò nella fabbrica del padre nel 1926. Grande oppositore del regime fascista, cosa che lo portò ad essere ritenuto un “sovversivo” al punto che fu costretto a rifugiarsi e rientrare in Italia alla caduta del regime. Riprese subito in mano l’azienda di famiglia portandola al primo posto nel mondo per quanto riguardava i prodotti per ufficio.

Nel 1949 si convertì al cattolicesimo e cominciò ad occuparsi anche di storia, filosofia, letteratura ed arte. Successivamente diede il via ad una nuova fabbrica di macchine calcolatrici a Pozzuoli nel 1953, tre anni dopo diventò sindaco di Ivrea. Portò l’azienda ad essere ritenuta un modello da imitare dove all’interno vigeva un ambiente completamente diverso rispetto alle altre fabbriche.

Tutti i lavoratori potevano usufruire di biblioteche e ascoltare concerti e seguire dibattiti, non esisteva divisione tra ingegneri e operai. Tra i tantissimi prodotti “creati” con il marchio Olivetti sotto la sua guida, sicuramente il più noto rimane la famosissima “Lettera 22”, macchina da scrivere portatile datata 1950. Un prodotto che è diventato nel corso degli anni una vera e propria icona per il mondo della scrittura. Vinse il prestigioso premio “Compasso d’Oro nel 1954. Fu progettata dall’architetto Marcello Nizzoli che collaborava con la olivetti dal 1938.

Adriano Olivetti durante il tragitto in treno Milano-Losanna (doveva recarsi in Svizzera per ottenere nuovi fondi per l’azienda) fu colto da emorragia cerebrale dopo il confine nelle vicinanze di Aigle. Non venne eseguita l’autopsia e questo diede adito a voci strane sulla sua morte.

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