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28 maggio 1974: 43 anni fa la Strage di Piazza della Loggia, l’attentato firmato dalla destra eversiva

Quarantatre anni fa, esattamente il 28 maggio 1974, l’attentato terroristico passato alla storia come ‘Strage di piazza della Loggia’, a Brescia. Un ordigno nascosto in un cestino dei rifiuti fu fatto esplodere alle ore 10:00, durante una manifestazione contro il terrorismo neofascista, indetta dai sindacati e dal Comitato Antifascista. Otto le vittime, centodue i feriti. Quella di Piazza della Loggia è considerata una delle stragi italiane più gravi degli anni di piombo, insieme alla strage di Piazza Fontana del 1969, quella del treno Italicus del 4 agosto 1974 e la strage di Bologna del 1980 che fecero, rispettivamente, 17, 12 e 85 morti.

Anni di indagini, depistaggi e processi (ben dodici), culminarono infine nel riconoscimento dei responsabili di quella strage: furono infatti condannati alcuni membri del gruppo neofascista Ordine Nuovo. La Seconda Corte d’assise d’appello di Milano ha condannato all’ergastolo, nel luglio del 2015 gli esecutori materiali dell’attentato Ermanno Buzzi (assassinato in carcere) e l’ex fonte ‘Tritone’ dei servizi segreti, Maurizio Tramonte, accusato di aver partecipato alle riunioni preparatorie dell’eccidio, condannati inoltre i già deceduti Carlo Digilio e Marcello Soffiati.

Il mandante della strage, condannato in appello all’ergastolo, il dirigente ordinovista Carlo Maria Maggi, ex ispettore veneto di Ordine Nuovo. Assolti invece gli altri imputati, tra cui Delfo Zorzi, il generale Francesco Delfino e l’ex segretario del MSI e fondatore del Centro Studi Ordine Nuovo, Pino Rauti.

La strage di piazza della Loggia a Brescia è “sicuramente riconducibile” alla destra eversiva e “tutti gli elementi evidenziati convergono inequivocabilmente nel senso della colpevolezza di Carlo Maria Maggi” e del collaboratore dei servizi segreti Maurizio Tramonte. Recita così un passaggio delle motivazioni della sentenza con cui i giudici della seconda corte d’assise d’appello di Milano il 22 luglio 2015 hanno condannato i due neofascisti veneti all’ergastolo per l’eccidio. Motivazioni importanti, tanto attese dai familiari delle vittime e depositate in ritardo, il 10 agosto 2016.

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