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29 marzo 1951: i coniugi Julius ed Ethel Rosenberg vengono accusati di spionaggio e condannati alla sedia elettrica

I coniugi Julius ed Ethel Rosenberg furono i protagonisti di una drammatica vicenda che durante la ‘Guerra Fredda’, tra la metà degli anni ’40 e la metà degli anni ’50, colpì profondamente l’opinione pubblica mondiale: marito e moglie newyorkesi furono processati per spionaggio, giudicati colpevoli e condannati a morte come spie dell’Unione Sovietica. Julius Rosenberg era un militare che ricopriva il ruolo di sergente nell’esercito americano, e si trovò suo malgrado ad avere contatti con con persone che a vario titolo scambiano informazioni con l’Unione Sovietica.

L’accusa che li mandò a morire fu di cospirazione attraverso lo spionaggio e per questo furono incriminati perché sospettati di aver passato ad agenti sovietici dei segreti sulle armi nucleari, ma la verità era che lui non aveva le competenze necessarie per procurarsi informazioni di quella natura, e tanto meno la moglie Ethel era mai stata al corrente di notizie importanti che avrebbero potuto compromettere gli interessi delle due potenze in conflitto. Al centro dell’inchiesta dei presunti “testi sospetti battuti a macchina da Ethel Greenglass nell’ufficio della società di spedizioni navali in cui la donna lavorava come segretaria”, che suo fratello David disse agli inquirenti di avere personalmente consegnato al cognato Julius Rosenberg, per poi ritrattare nel 2001 e rivelare che accusando sua sorella aveva compiuto una falsa testimonianza, in quanto non ricordava chi avesse trascritto quei documenti segreti.

Una vicenda controversa che certamente per essere capita va contestualizzata in quel periodo storico delicato e difficile: negli Stati Uniti dilagava infatti una vera e propria fobia nei confronti dei comunisti. Chiunque manifestasse una forma di simpatia o comunque vicinanza al comunismo e a chi lo rappresentava, veniva incriminato per presunti gravi reati e messo in carcere. Esattamente 66 anni fa, il 29 marzo 1951, Ethel e Julius Rosenberg vennero accusati di spionaggio e cospirazione e processati. Nonostante nel dibattimento in aula l’accusa non fosse riuscita a fornire prove forti della loro presunta colpevolezza, e la signora Ethel fosse stata descritta come “una semplice dattilografa che scrive per conto del marito Julius”, per i due imputati fu avanzata la richiesta di pena di morte. Un processo fondato su un impianto accusatorio debole ed inconsistente che tuttavia portò alla morte dei coniugi Rosenberg.

Il processo si svolse nel ’51, quando ormai il conflitto mondiale era lontano, e la difesa dei due imputati reagì a queste accuse, evidenziando che la pena capitale veniva chiesta ingiustamente, in quanto il presunto reato di spionaggio era previsto solo durante la Guerra. La richiesta di pena di morte nei confronti degli imputati era dunque illegittima. Altra obiezione della difesa dei coniugi Rosenberg, il fatto che durante la Seconda Guerra mondiale, periodo nel quale i presunti fatti contestati si sarebbero svolti, Unione Sovietica e America erano potenze alleate.

Sforzi vani: Ethel e Julius Rosenberg vennero condannati a morte il 5 aprile 1951. Dopo due anni di carcere furono giustiziati con la sedia elettrica, esattamente il 19 giugno 1953, nel carcere newyorkese di Sing- Sing. A nulla servirono i numerosi appelli internazionali in favore della grazia alla coppia, fatti dalle più note personalità del tempo quali Simone de Beauvoir, Bertolt Brecht, Pablo Picasso, Frida Kahlo, Diego Rivera, Jean-Paul Sartre, e addirittura dal papa Pio XII.

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