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29 settembre canzone Battisti-Mogol: il significato, oggi

Seduto in quel caffè io non pensavo a te“, esordisce così 29 settembre, canzone scritta dal duo Battisti-Mogol, intramontabile quanto interpretabile, frutto di voli pindarici per la mente, e anche del cuore. Con Urban Memories, oggi, accartocciamo e stropicciamo il suo significato, per riportarlo ancora più a galla.

Sogno o realtà, comunque sia un’altra donna l’ha turbato. E la risata semi-isterica finale con quella ossessiva dichiarazione d’amore fa pensare ad un senso di colpa, o forse potrebbe trattarsi pure di una défaillance, tanto da decider di non abbandonare la strada vecchia… Fatto sta che una notte “inquietante” deve averla passata, il bastardo-osservatore seduto al bar. Di un aeroporto, di un centro città, di una stazione? Arriva una lei, sorridente ed invitante.

Colpa di lei, uno sguardo, ovviamente, lui non capisce, ma si lascia coinvolgere. Classico aperitivo, il tramonto che sbalordisce, l’aria frizzantina fine settembre, e avanti con la cena… il ballare avvicina i corpi, fino a ritrovarsi in casa -stranamente vuota- e via di ridondanza di “non c’è che lei” ad alimentar speranze. Chi è questa lei che non è la sua vera Lei…? Il 30, fine mese, scandito da voce fuori campo, lo riporta alla realtà. Non è il treno che parte alle 7 e 40, sarà stata un’Avventura, o 10 ragazze per me… Il ricordo dell’assenza (ora) è esemplare… ORA. Quando spunta il sole. Ritorna la canzone del sole. E corre al telefono canticchiando un’Ancora tu. Ma ogni 29 settembre penserà ad un tavolino&intrigo. Bastardo per sempre.

Photo Credit: Chaleoepman / Shutterstock

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