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30 aprile 1975, cade Saigon: epilogo della Guerra del Vietnam

Il 30 aprile 1975 è la data che è passata alla storia come il giorno della caduta di Saigon, capitale del Vietnam del Sud. Inoltre, questa data segna la fine della Guerra del Vietnam, uno dei più sanguinosi conflitti che la storia ricordi, oltre che una delle più grandi figuracce fatte dagli americani nella lotta contro il comunismo. Gli americani dovettero accettare con fatica enorme la prima vera sconfitta politico-militare della loro storia, sconfitta che era nell’aria quando gli Usa decisero di annullare per gli anni 1975-1976 ogni forma di sovvenzione ai propri alleati del Vietnam del Sud. Perciò, nel mese di gennaio, il Vietnam del Nord iniziò una campagna di invasione del Sud, culminata con la conquista di Saigon e la presa del “Palazzo del Presidente-fantoccio”. Tutti i funzionari americani presenti nella città dovettero fuggire in fretta e furia elicottero e Saigon fu rinominata Ho Chi Minh City in onore dell’ex Presidente Nord-Vietnamita.

La presa del Vietnam del Sud da parte dei Vietcong è stata una totale violazione dei trattati di pace di Parigi firmati a Parigi nel ’73. Ma l’allora presidente Nixon, viste l’enormi perdite di uomini (si calcola che circa 60 mila soldati americani persero la vita) e l’esplosione dello scandalo Watergate, scelse il totale disimpegno della politica Usa nei confronti degli affari del Vietnam. In questo modo il Vietnam del Nord, con il massiccio aiuto di Urss e Cina, potè attuare la riunificazione dei due stati e fondare la Repubblica Socialista del Vietnam.

Gli Usa iniziarano la Guerra in Vietnam proprio nel tentativo di evitare l’espansione del comunismo nell’Indocina. Ma gli americani avevano forse sottovalutato la forza e la resistenza dell’esercito Vietcong e dell’esercito regolare del Vietnam del Nord. Inoltre, non fu messa in conto l’effettiva inefficenza e la coruzzione dilagante nel governo del Sud. Un ultimo aspetto, di non poca rilevanza, fu l’astio che si creò negli Usa da parte della popolazione fortemente contraria a una guerra giudicata inutile. Alla fine della guerra del Vietnam gli americani dovettero pagare un conto salatissimo, non solo in termini di miliardi spesi (circa 170 miliardi di dollari), di vite umane spezzate ( una guerra che costò oltre i 60 mila americani morti anche 1.400.00 di vittime tra vietnamiti e alleati americani) ma gli Usa dovettero pagare anche lo scotto della perdita del primato di potenza mondiale.

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