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30 gennaio 1948, l’assassinio di Gandhi: frasi e insegnamenti che superano la morte

Era il 30 gennaio 1948 quando il grande Mahatma Gandhi venne assassinato con tre colpi di pistola a New Delhi dal militante fondamentalista Nathuram Godse, che imputava all’uomo della “non violenza” la responsabilità di aver ceduto al Pakistan alcune concessioni sul piano politico-economico. Assassinio che sarà punito l’anno successivo con la condanna a morte tanto dell’esecutore materiale quanto del complice Narayan Apte, anch’esso militante induista.

Ma chi è Gandhi, oggi, per noi? Quali sono gli insegnamenti che rimarranno sempre con noi, o almeno nel cuore di chi prova a costruire nella sua quotidianità la cultura della pace? Gandhi ha ispirato il mondo intero grazie alla sua fede nella Giustizia e nella Verità, una fede che non ha mai vacillato e che gli ha permesso di muovere un intero paese e liberare l’India senza far del male a un solo occupante inglese: “Se esiste un uomo non violento, perché non può esistere una famiglia non violenta? E perchè non un villaggio? una città, un paese, un mondo non violento?”.

Pace contro violenza, ma soprattutto coraggio contro vigliaccheria: “Un codardo non è capace di dichiarare il proprio amore. Questa è una prerogativa del coraggioso”.

“Tu ed io siamo una cosa sola. Non posso farti del male senza ferirmi”: questo il messaggio di amore cosmico, un appello alla fraternità universale che chiama in causa tutta l’umanità, senza alcun tipo di distinzione. Per il “solo” fatto di essere uomini, di condividere la stessa natura. Che è la stessa materia, ma soprattutto lo stesso spirito.

Ma gli insegnamenti contro corrente non si esauriscono qui: il Mahatma ci ha anche insegnato ad accogliere l’umiltà e a riconoscere i nostri errori, per riscoprirci più forti: “un Fedele alla Verità, ogni qualvolta scopre di essere nel torto, deve confessarlo, costi quel che costi, ed espiare.”

E noi cosa stiamo facendo per “diventare il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo”? Pensiamoci, almeno oggi, senza trovare alibi.

In apertura: Gandhi durante la Marcia del Sale: Yann (talk)/Wikimedia Commons

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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