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Prostituzione on line dati: come il sesso a pagamento è cambiato con l’avvento del web

Avete presente Tripadvisor, Gambero Rosso e Trivago? Ottimi siti che permettono ai loro visitatori di conoscere in anteprima le specifiche del ristorante o dell’hotel che volete prenotare. Copiate ed incollate sulla prostituzione. Si, perché anche il mestiere più antico del mondo si è rivoluzionato trasformandosi e seguendo le linee che comandano il mercato: smart, velocità ed affidabilità. La cosa ad alcuni potrebbe strappare un sorriso, ma il caso è un vero fenomeno in pieno divenire. Dalla A alla X, i siti di compagnia in Italia sono tantissimi, talmente numerosi da non riuscire a fare un vero e proprio censimento. I più accorti propongono semplice accompagnamento, i più spudorati snocciolano la parola sesso senza nasconderla. Per onor di cronaca una sentenza ha reso intoccabili i siti dove si offrono le prostitute,di conseguenza c’è stato il boom del settore. Le funzioni dei siti sono innumerevoli, alcuni di queste pagine web hanno oltre alla descrizione, la foto ed il costo per ora, anche il video dimostrativo. “B incontri”, nome fittizio, è uno dei più famosi. Al suo interno possiamo trovare di tutto. Secondo una ricerca gli utenti passano in media 18 minuti sul sito, sfogliando pagine e scegliendo la ragazza giusta. Moldave, ucraine e russe, ma anche tantissime italiane. Italiane come Katia, Simona o Francesca. Tra queste c’erano anche le due baby squillo di Parioli, Roma, sotto pseudonimo falso. E mentre i Comuni provano ad arginare il problema delle “lucciole” per strada, comunque costantemente in aumento come affermato anche dalla Caritas in un documento di Agosto 2015, applicando sanzioni a clienti ed in alcuni casi alle stesse ragazze, gli appartamenti delle grandi, ma anche piccole, città diventano luogo di sesso a pagamento.

Il procedimento è veloce: c’è un numero da chiamare e fissi l’appuntamento. C’è da registrare anche la comparsa, in realtà risalente a qualche anno fa, di veri e propri forum dove gli stessi clienti danno feedback alle prestazioni per evitare, come dicono loro, “fregature”. Anche queste community hanno nomi che richiamano tranquillamente al sesso. Al di là della facile ironia la difficoltà di reperire veri dati sul commercio del sesso online è indicatore di quanto questo mondo sia ancora oscuro. Spesso però la  prostituzione è legata a tratte schiaviste e questo non possiamo esimerci dal rammentarlo. Leviamoci comunque dalla testa l’idea di Escort da mille Euro a notte. Certo, probabilmente ed inizialmente le prime ad approdare su internet sono state proprio questo tipo di prostitute, ma in realtà ora, osservando i vari siti, andiamo da 40 Euro per un’ora fino a 5000 per tutta la notte.

In Italia si stimano intorno a 2,5 milioni i “fruitori” di prestazioni a pagamento. Una grossa parte di questo numero si sta spostando sempre più verso l’indoor, conseguenza probabile dell’alfabetismo digitale. Le quattro mura dell’appartamento privato della prostituta sembrano essere l’alcova più sicura. Ma quante sono le prostitute? Ovviamente non essendo un lavoro il dato è comprensibile di errore, ma si aggira intorno alle 120.000 unità (fonte Associazione Papa Giovanni XXIII). E’ preoccupante constatare anche la percentuali di prostitute minorenni, il 37% (fonte Associazione Papa Giovanni XXIII) . Nel 2014 i luoghi del “piacere” erano nel  65% dei casi per strada ed il 35% al chiuso (fonte Associazione Giovanni Paolo XXIII). Un dato destinato comunque a rimanere abbastanza solido, perché se è vero che molte ragazze si sono trasferite in appartamenti privati, utilizzando i siti di incontri come luogo di offerta, altre, la maggior parte, continuerà a vendersi sui marciapiedi italiani. La conseguenza: basandosi sulla legge della domanda e dell’offerta, le strade saranno il posto ideale per la carne da macello. Passatemi il termine così forte, ma fondamentalmente abbassamento dei prezzi uguale aumento della pratica. Aumento della pratica uguale aumento del rischio di malattie. Anche uno studio del 2009 condotto da alcuni ricercatori svedesi ed editi dall’Università del Michigan ha avallato questa ipotesi. Rimarremo comunque col dubbio circa i dati della prostituzione online, un fenomeno che rischia di muovere dinamiche molto fragili. Intanto in Italia il dibattito sulla legalizzazione della pratica è ancora vivo. Se da una parte c’è l’opinione di chi afferma  che i 3,5 miliardi di introiti all’anno derivanti da pratiche sessuali a pagamento (fonte Istat) possono essere tassati garantendo anche più sicurezza per le “ragazze”, dall’altra c’è chi crede che ufficializzare la prostituzione sia un rischio. Un pericolo grosso come un cartello in direzione Africa. Quelle che ora sono tratte di immigrati potrebbero presto diventare strade della prostituzione, ancor di più di quello che sono attualmente.

I NUMERI DELLO SFRUTTAMENTO (Fonte Comunità Giovanni Paolo XXIII)

120.000 — numero totale delle donne vittime di sfruttamento della prostituzione nel 2013. Delle quali:

– il 37% all’arrivo in Italia sono minorenni,

– il 65% si prostituiscono in strada

– il 35% si prostituiscono nei locali (alberghi, appartamenti, nightclub e privé)

 

NAZIONALITA’

– Nigeria 36%

– Romania 22 %

– Albania 10,5%

– Bulgaria 9%

– Moldavia 7%

– Ucraina 6%

– Cina 5%

– altri paesi dell’Est 4,5%

 

ETA’

– 37% dai 13 ai 17 anni

– 52% dai 18 ai 30 anni

– 11% sopra i 30 anni

 

TIPOLOGIA DI VIOLENZE SUBITE

 

– 56% violenze sessuali

– 32% violenze fisiche

– 12% violenze psichiche

 

I CLIENTI

 

STATO CIVILE

– 23% celibe

– 77 % sposato

 

FREQUENZA

– 15% ogni settimana

– 75% ogni due settimane

– 10% ogni mese

 

PRESTAZIONE

– 30% rapporti protetti

– 70% rapporti non protetti

 

RICHIESTE DEL CLIENTE

– 73% prestazione sessuale

– 21% conversazione

– 6% maltrattamenti

 

CETO SOCIALE DEL CLIENTE

– 56% medio alto

– 21% alto

– 13% medio basso

– 10% basso

 

ETÀ DEL CLIENTE

– 43% 40-55 anni

– 21 % 25-39 anni

– 17 % 56 in poi

– 14 % 18-24 anni

– 5% minori

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