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Omicidio Giulio Regeni: tra le orribili torture sul corpo anche la scossa ai genitali

Ieri le indiscrezioni rivelate dal New York Times sull’omicidio di Giulio Regeni. Il quotidiano attraverso una ricostruzione , con testimonianze reperite sul campo, è arrivato a muovere accuse pesanti su una “mano ufficiale” dietro alla morte del 28enne di Fiumicello. Oggi lo scoop del NYT si avvalora di nuovi elementi. Probabilmente il ricercatore fu scambiato per una spiaper via di alcuni contatti sul telefono di persone legate all’opposizione anti-governativa“.

Dal Cairo giungono inoltre notizie gravissime sull’autopsia dello studente. Questa volta è Reuters a svelare i dettagli orribili emersi dalle analisi: “il corpo, tra le varie sevizie purtroppo già note, presentava sette costole rotte e segni di scosse elettriche sui genitali“. Tortura praticata dalla polizia di molti stati del Sud America durante le dittature degli anni ’60 e ’70.

Solo ieri gli attivisti egiziani hanno denunciato nuovi casi di “desaparecidos“. Dall’inizio dell’anno sono 66 gli scomparsi in circostanze poco chiare.  Ma non solo: sono 43 i casi di sospette torture in carcere nel solo mese di Gennaio. “Calcolare le irregolarità durante il 2015 è pratica impossibile” fanno sapere gli attivisti. Come già accennato Giulio Regeni aveva sollevato sospetti a causa di numeri telefonici trovati sul suo telefono di persone vicine o affiliati ai Fratelli Musulmani e al Movimento 6 Aprile. I Fratelli musulmani egiziani sono considerati organizzazione terroristica dopo l’uscita di scena del presidente Mohamed Morsi nell’estate del 2013. Anche il Movimento 6 Aprile non è visto di buon occhio: molti leader della causa sono stati infatti imprigionati.

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