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Robert De Niro schiva una colossale figuraccia: al suo Festival via il film anti vaccino (dopo che l’autore è stato radiato)

Brutta storia che ha rischiato di gettare fango su uno degli attori più importanti di Hollywwod. Come ogni anno Robert De Niro e la moglie stavano organizzando il consueto Tribeca Festival cinematografico. Complice, per stessa ammissione dell’attore, l’interesse personale verso il presunto legame  (che la scienza continua a dimostrare come del tutto priva di fondamento) tra vaccinazione e autismo in relazione al fatto che il 18enne figlio della coppia soffra di questa sindrome, De Niro aveva ritenuto potesse essere interessante inserire all’interno del Festival da lui diretto e fondato un documentario anti vaccino curato da Andrew Wakefield.

Purtroppo, come puntualmente accade, la maggior parte di coloro che si inventano teorie cospirazioniste contro la scienza istituzionale, hanno la cialtroneria come fedele compagna. Lo pseudo scienziato autore del documentario che puntava il dito contro i vaccini titolando con toni apocalittici “Vaccinati: dall’insabbiamento alla catastrofe” questa sua operetta da sue soldi è stato radiato dall’ordine dei medici per aver falsificato i dati di uno studio che indicherebbe un rapporto tra la diffusione delle vaccinazioni e l’aumento delle diagnosi di autismo. L’uomo non soltanto ha inventato di sana pianta dei dati – che nella realtà non esistono – ma non può neppure esercitare più la professione di medico.

Rapido il dietro front di De Niro che ha deciso di ritirare il documentario dal Festival spiegando: “Io e gli organizzatori del festival non pensiamo che dia un contributo al dibattito sui vaccini così come speravamo.” Clamoroso cambio di posizione dopo che aveva pubblicizzato con entusiasmo la pellicola: “Crediamo che sia di importanza fondamentale che tutti i fatti che riguardano le cause dell’autismo vengano discusse apertamente, e esaminate. Nei 15 anni passati dalla fondazione del festival non ho mai chiesto di includere nel programma un solo film. Ma questo tema è profondamente personale per me e la mia famiglia, e voglio che ci sia un dibattito. Ecco perché proietteremo Vaxxed. Non sto dando il mio supporto personale alla tesi del film, e non sono contrario alle vaccinazioni. Sto soltanto dando l’opportunità di far nascere una conversazione intorno a questo argomento”.

Tutto ciò succedeva prima di scoprire che il contenuto del documentario non aveva alcun criterio scientifico, anzi che il medico avesse truccato i dati per far quadrare i propri conti. Adesso Wakefield, al posto che andare a nascondersi dopo la colossale figuraccia, ha iniziato a inveire contro un generico sistema cattivo che mette a tacere le menti illuminate: “Abbiamo assistito ad un altro esempio della capacità dei poteri forti e aziendalisti di censurare la libertà di parola e la verità. Tribeca non avrà la forza di oscurare il nostro film”. Il dramma vero in questa storia però è un altro: ci sono genitori che a queste teorie non soltanto credono ma affidano la vita dei propri figli con il risultato di condurre alcuni neonati alla morte per malattie banali come la pertosse. Qui potete trovare una guida che abbiamo stilato per aiutare ad orientarsi chi cerca informazioni scientifiche nel web senza incorrere in bufale e cialtronerie. Inoltre vi rimandiamo all’intervista che il Professor Villani, Direttore dell’UOC di Pediatria Generale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, Docente presso la Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Università di Roma e del Bugando University College of Health Science di Mwanza (Tanzania), Vicedirettore della rivista Area Pediatrica della Società Italiana di Pediatria, ci ha gentilmente concesso per informare correttamente sul delicato tema dei vaccini.

Raoul Bova e Megan Montaner

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