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New York: ucciso imam del Queens e la comunità islamica accusa Donald Trump

L‘imam della moschea di Ozone Park nel Queens e il suo assistente sono stati vittime di un agguato in pieno giorno. Secondo le prime ricostruzioni la dinamica delle uccisioni ricorderebbe una vera e propria esecuzione. I due uomini sono stati colpiti alle spalle e uccisi con un colpo alla testa mentre uscivano dalla moschea.

La comunità islamica newyorchese parla di un crimine di odio e punta il dito conto il magnate e aspirante presidente degli States Donald Trump. Noto per le sue sparate di stampo razzista durante la campagna elettorale. Se la polizia è cauta e parla di eventuale omicidio a scopo di rapina dall’altra parte ci sono i musulmani del Queens convinti che la matrice del crimine sia differente.

“Con la sua retorica ha creato l’islamofobia” questo il parere di molti islamici dei limitrofi in riferimento a Trump e all’omicidio. L’imam Maulama Akonjee era giunto due anni fa dal Bangladesh guadagnandosi il rispetto di tutto il quartiere: “Era un uomo umile, un imam modello“, asseriscono i credenti. Intanto gli agenti stanno analizzando le riprese delle telecamere vicino al luogo della sparatoria.

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