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Federico García Lorca si riapre il caso della sua esecuzione: scoprire come è stato torturato e ucciso

80 anni fa Federico García Lorca veniva fucilato, non esiste una data precisa bensì un lasso di tempo ipotetico in cui si inscrive la morte del grande intellettuale e poeta iberico. La magistratura intende far luce sull’esecuzione: il giudice argentino Maria Romilda Servini ha accolto l’istanza dell’Associazione per il Recupero della Memoria Storica in modo che questa uccisione venga annoverata fra i crimini contro l’umanità. Emilio Silva, presidente dell’associazione, ha visionato un documento del comando superiore della Polizia di Granada datato 9 luglio 1965 in cui si ricostruiscono in maniera affidabile modalità di arresto e omicidio del poeta ma, soprattutto, le motivazioni ufficiali del regime franchista che lo condannarono a fucilazione.

L’intellettuale venne definito: “socialista e massone” dedito a “pratiche di omosessualità, aberrazione che è arrivata ad essere vox populi”. Fra i Comuni di Viznar e Alfacar, vicino a Granada gli archeologi sono abbastanza fiduciosi di poter ritrovare il corpo di García Lorca considerato ancora nell’elenco dei desaparecidos della Guerra civile spagnola. I fondi per proseguire gli scavi, d’altro canto, sono agli sgoccioli.

Del modo in cui il noto letterato venne ucciso si sa poco: i testimoni diretti, oggi tutti deceduti, parlano di una fossa comune. Nel luogo indicato, però, non fu trovato nulla. A complicare la situazione c’è la posizione della famiglia di García Lorca che non desidera che il corpo venga riesumato e considera senza senso questo accanimento. Ian Gibson, biografo dublinese vuole scoprire esattamente che cosa avvenne e ha dichiarato: “Nessuno vuole strapparlo dalla sua tomba. Se la famiglia non lo desidera, sembra inopportuno anche a me. Però è importante sapere come morì e se fu torturato“.

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