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50 sfumature di grigio risveglia la crocerossina che è in noi

Bello ricco e potente, ma soprattutto dannato! Chi non lo vorrebbe uno così? Diciamoci la verità, soprattutto a causa di quella maledetta sindrome da crocerossina che ci spinge a correre a salvarlo da se stesso e a donargli tutto il nostro amore? Volenti o nolenti in molte abbiamo sperato di incontrare un tipo alla 50 sfumature di grigio. Insomma Christian Grey ha fatto centro; l’attore che lo interpreta un po’ meno! Inespressivo come un sorriso ionico, impalato come il manico della scopa che gli hanno conficcato su per il deretano, Jamie Dornan non ha fatto sobbalzare gli ormoni delle donne presenti in sala che si sono perse nel chiedersi come mai non fosse così biondo come il Mr. Grey descritto nel libro, anzi nella super trilogia di E L James. Ecco, appunto, non è che se uno ti smuove il basso ventre stai a guardare il capello.

Il film da non vedere a San Valentino con la propria lei o il proprio lui, causa richieste in grado di mettere in difficoltà chiunque, ma soprattutto il film boicottato dalle femministe e deriso dai benpensanti, nelle cui sale dove veniva proiettato pare sia successo più di quello che accadeva in pellicola, ben molto di più, ha fatto sprecare fiumi di inchiostro a critici bacchettoni incassando comunque cifre da capogiro. Come mai? L’uomo che scopa forte e la ragazzina che si appoggia sulle labbra rosse la matitina nera con scritto Grey, come se nessuno ne capisse il simbolismo, hanno colpito comunque nel segno. Il pubblico, strangolato da Sanremo 2015 e dai fiori con i cioccolatini per la festa del Santo di tutti gli innamorati, pare proprio che non aspettasse altro. Insomma sarà il fascino di quel: “io non faccio l’amore io scopo o fotto forte”, sarà la curiosità nel vedere cosa potesse mai contenere quella segretissima stanza rossa, o la ricerca dei vibratori che paiono magicamente scomparsi dalla suddetta stanza, a quanto pare Grey non ne ha bisogno, ma in molti sono accorsi a vedere 50 sfumature di grigio per poi uscire dalle sale cinematografiche annunciando di aver buttato via i soldi  per una “cagata colossale”. La danza del voglio e non voglio ha stufato. Prima lui, che si innamora perdutamente di lei, ma soprattutto non vede l’ora di farla sua per far sì che non possa sedersi per una settimana, però è dannato, ha 50 sfumature di depravazione e non è adatto al suo candore, poi lei, che non firma il contratto, ma si fa ripassare comunque in lungo e in largo, anche perché, da brava Vergine, sì con la V maiuscola, deve scoprire cosa lui intenda prima di farsi sottomettere. Peccato però che dopo due balletti di chupa dance, Ana si ritenga talmente esperta da negoziare un contratto a luci rosse e sentenziare: “no al fisting, no alle pinzette vaginali, no ai dilatatori anali”. Tralasciando il fatto che nessuna giornalista, causa raffreddore, manderebbe la coinquilina che studia letteratura inglese ad intervistare un uomo bellissimo e ricchissimo, facendogli chiedere se è gay, e soprattutto tralasciando il culo di queste due svampite che si ritrovano legate sentimentalmente, e non solo, al riccone e al fratello di lui, per molti un porno sarebbe stato di gran lunga meglio. Alla fine della fiera? In tv si vede ben di peggio! Paradise e Ritorno alla Laguna Blu erano su ben altro pianeta.

Dopo la proiezione resta nella testa un pensiero fisso. Matthew Bomer e l’ex protagonista di Una mamma per amica avrebbe fatto di sicuro molto meglio! La figlia di Melanie Griffith è peggio delle reminiscenze liceali su Renzo e Lucia … Come la svampita del lago di Como arrossisce per un no nulla e fa domande cretine che farebbero impazzire chiunque, ma soprattutto ha un volto che pare gonfio e irregolare, un volto rigido da cui non emerge nulla.  Giudizio: un pacco galattico …. No non quello di Grey, grande assente dall’ inquadratura della macchina da presa come le tette della protagonista che pare molto poco dotata!

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